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UN PARCO DELLA PACE INTORNO ALLA BASE DI GUERRA PDF Stampa E-mail
mercoledì 08 settembre 2010

Dal Molin: Non c'è nulla da festeggiare

UN PARCO DELLA PACE

INTORNO ALLA BASE DI GUERRA

 

 

di Patrizia Cammarata

 

In certe situazioni vedere “il bicchiere mezzo pieno” può anche essere una buona qualità personale e può aiutare nelle difficoltà quotidiane.

In altre situazioni, però, il voler vedere a tutti i costi il “bicchiere mezzo pieno” può significare la scelta di non affrontare una realtà negativa, o una sconfitta. Credo sia quanto sta accadendo a numerosi attivisti del movimento No Dal Molin che in questo periodo applaudono ai proclami dei “disobbedienti” che gestiscono il presidio permanente i quali, facendo eco al sindaco del Pd Variati e a Cinzia Bottene (consigliere comunale), annunciano come una esaltante vittoria la costruzione del cosiddetto Parco della Pace, parco che sorgerà proprio a fianco della grande base di guerra, i cui lavori stanno procedendo speditamente.
Il sindaco, inoltre, invoca per la città di Vicenza la “riconciliazione”, continuando a trovare nel gruppo dirigente del presidio ottimi collaboratori per questo fine.
Infatti, anche il “quarto festival No Dal Molin” che si tiene dal 1 al 12 settembre in ben due zone della città (Parco delle Fornaci e il nuovo acclamato Parco della Pace) è un tassello di un’operazione che è partita in grande stile prima e subito dopo l’elezione di Variati (anche con l’inganno del referendum per affossare le mobilitazioni) ed è proceduta per tappe, con pubbliche e colorate azioni mediatiche che gridavano contro la base e contro la guerra, affiancate da ristretti incontri a porte chiuse nei quali gli argomenti trattati erano elezioni, pacificazione, compensazioni.
Non dubitiamo che in una città come Vicenza, così avara di spazi e opportunità per i giovani, un’iniziativa come i dodici giorni di Festival con artisti di fama e impegnati in campo sociale (Modena City Rambles, Luca Bassanese –Banda Osiris, e tanti altri) possa incontrare l’appoggio e l’entusiasmo di centinaia di cittadini.
Ma non è questo in discussione.
In discussione c’è la guerra, c’è una città come Vicenza dove esisteva un grande movimento contro la guerra che ha saputo parlare con altri uguali movimenti di diverse parti del mondo, e che ora non c’è più.
Un movimento “svenduto” alle compatibilità e agli scambi istituzionali, e per la cui svendita qualcuno sta guadagnando spazi sociali da gestire, e qualcun altro la possibilità di procedere con la costruzione della più grande base di guerra in Europa, in una città pacificata.
La sera del 3 settembre una decina di persone (dai 16 ai 55 anni) ha distribuito, insieme ai militanti del piccolo Comitato Vicenza Est, un volantino.
Lo abbiamo  distribuito a chi si apprestava ad entrare alla Festa No Dal Molin.
In questo volantino si è ricordato che sul nostro territorio, come in molte altre parti del mondo colpite dalle guerre che sono organizzate e partono dalle  basi militari a Vicenza, non c’è nulla da festeggiare.
Si è ricordato che il Parco della Pace è funzionale alla retorica della guerra e alla militarizzazione della città. Si bombardano le città e si affamano i popoli con lo scudo di parole come“democrazia”, “pace”, “missione umanitaria”, ed evocando i colori dell’arcobaleno.
A Vicenza la caserma Ederle è situata in viale della Pace, l’area dove vivono i soldati Usa e le loro famiglie si chiama Villaggio della Pace. Questo nuovo parco, che si dice terreno “sottratto alla base di guerra” sarà comunque funzionale a questa continua mistificazione.
Gli studenti dell’università d’architettura di Camerino hanno presentato, durante la seconda giornata del festival No dal Molin, i progetti per il Parco della pace, fra i quali quello ritenuto dalla docente universitaria il più affascinante: il progetto “Bolle blu” che prevede la realizzazione di tre cupole in vetro sopra un lago. Ognuna delle quali potrà avere una funzione particolare: culturale, sportiva e istituzionale. Altre due studentesse hanno pensato di sfruttare l’acqua in un altro modo: creando delle spiagge.
Siamo certi che anche i generali Usa con le loro famiglie saranno felici di poter tranquillamente godere di questo nuovo parco della Pace, qualsiasi sarà il progetto scelto, in quel clima di pacificazione tanto auspicato dal sindaco e che con magistrale bravura i disobbedienti di Casarini, invitato a discutere al festival il giorno 6 settembre sui fatti di Genova 2001, hanno saputo creare in una città che negli anni 2006/2007 era diventata in Italia il simbolo della resistenza contro la guerra.
E’ necessario riallacciare i fili della reale opposizione alla guerra, un’opposizione che oggi deve necessariamente legarsi alle lotte che, anche se ancora in modo disorganizzato e confuso, quotidianamente ci arrivano dal mondo del lavoro dove operai, lavoratori della scuola, della sanità, dei servizi, stanno subendo un attacco durissimo la cui intensità cresce di giorno in giorno, proprio come di giorno in giorno cresce l’attacco e l’umiliazione alle donne, il razzismo, i disastri ambientali. Come di giorno in giorno cresce l’intensità delle guerre, i lavori di costruzione della nuova base Dal Molin e l’ipocrisia interessata di chi sta sempre dalla parte del potere parlando di pace.

 

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Questo il volantino del Comitato Vicenza Est

distribuito durante le giornate del festival “No Dal Molin”

 

Vicenza, sul Dal Molin in costruzione e la necessità di riprendere la lotta!

Vicenza, con la base militare Dal Molin in rapida costruzione, la città in mano ai militari, le guerre e le occupazioni che continuano, non c’è nulla da festeggiare !

 

Nel mese di luglio il sindaco di Vicenza Achille Variati ha annunciato in televisione e sulla stampa  con grande enfasi e soddisfazione che, dopo il viale della Pace (situato di fronte alla base militare USA Ederle) e il villaggio della Pace (area residenziale dei militari USA) il Governo Berlusconi, per ribadire il concetto, vorrebbe istituire in città anche il Parco della Pace, proprio vicino alla nuova enorme base in costruzione, il Dal Molin.
Soddisfatti, anzi molto soddisfatti della trovata, i Comitati del No/Presidio permanente (che appoggiano il sindaco) e quelli del Sì alla base militare Dal Molin (dalla parte del Governo). La Caserma Ederle ha intanto festeggiato il 4 luglio riaprendo le porte ai vicentini. Il Presidio organizza, con l'appoggio dell'Amministrazione Comunale, il Festival di questi giorni... (altro che  lotte!). La parola che ricorreva più spesso sulla bocca del sindaco Variati e di altri politici era per giorni "riconciliazione", bisogno di riconciliazione (che può essere letto più chiaramente: i lavori proseguono rapidi e indisturbati, arrivano nuove truppe per fare la guerra a cui noi non ci siamo mai opposti, nessuno si azzardi a contestare, se stiamo buoni ci danno anche un parco cittadino, questa è la democrazia, anzi di più, diremo che è una grande vittoria della democrazia e della partecipazione). Infatti, questo è stato detto. Nessuna parola sulle vere finalità del progetto di occupazione militare, che vede partecipi e complici le istituzioni ai vari livelli: guerre ai poveri, distruzione sistematica dell’ambiente, occupazione militare crescente del territorio. Si parla pertanto apertamente, dopo tanti doppi giochi e finte opposizioni, di compensazioni ottenute nella trattativa, tra cui una tangenziale, utile proprio, guarda caso, a unire la base 1 e la base 2 di Vicenza, la Caserma Ederle e l’area militare in costruzione Dal Molin.

Compensazione o piuttosto integrazione al progetto di città militare?

Anche il parco della Pace, se si farà, è in questo contesto torbido e diseducativo, funzionale alla retorica di guerra e alla militarizzazione.

Un parco della Pace attaccato a una base di guerra? Perché il Governo e il sindaco insieme lo vogliono se non per coprire oggi e domani le attività delle basi militari e continuare a collaborare?

Va detto che non è la prima volta, anzi, che i sostenitori attivi delle guerre e delle basi militari usano il termine pace per perpetrare ingiustizie enormi ed giustificare massacri e devastazioni. Accade continuamente purtroppo, fa parte di una strategia di controllo e disinformazione ben studiata. Lo hanno fatto nel tempo dittature e regimi e lo fanno oggi i paesi della NATO per giustificare le guerre in Medio Oriente e i progetti di controllo militare dell’Africa ....
Noi non approviamo questa superficialità e siamo contrari a questi tentativi di falsificare la realtà e ridurre tutto, è proprio il caso di dirlo, al proprio giardino. La nuova grande base militare Dal Molin è in costruzione, fa spavento solo a vederla da lontano e non c’è nulla da festeggiare di fronte all’invasione di soldati che si prospetta. Non vi fate ingannare dal governo, dal sindaco e dai militari che stanno agendo insieme per coprire la realtà: le guerre e le occupazioni continuano drammaticamente, i fatti sono questi.

La città di Vicenza ha una base militare in più che si aggiunge alla Ederle, alla Gendarmeria Europea e al COESPU, al sito Pluto e a molte altre strutture collegate fra loro.
Non chiudiamo gli occhi, alziamo la testa e lottiamo insieme
 contro il sistema e la guerra!
Il Comitato degli abitanti e lavoratori di Vicenza Est - Contro la costruzione di una nuova base a Vicenza - Per la conversione della caserma Ederle ad usi civili "

Vicenza, settembre 2010

 

 
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