Partito di Alternativa Comunista
Logo
Menu principale
Home Page
Politica italiana
Politica internazionale
Sindacato
Notizie locali
Il nostro giornale
teoria e formazione
Appuntamenti
Per ricevere le circolari
Per contattarci
Link
Fotografie
Chi Siamo
GADGETS

CLICCA QUI

PER L'ACQUISTO DI 

  GADGETS e LIBRI DEL

PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA

  cd5

 

Archivio Leon Trotsky
 
 
archivio trotsky

Simbolo del Partito di Alternativa Comunista

simbolo_pdac 

  simbolopermodulo

 

Documenti da scaricare


Supplementi speciali
sulla Crisi e sul Partito

 

sindacato e lavoro
 
 
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
logo lit-ci
 
Dopo decenni di trame repressive contro le lotte operaie E' MORTO KOSSIGA PDF Stampa E-mail
mercoledì 18 agosto 2010
Dopo decenni di trame repressive contro le lotte operaie
E' MORTO KOSSIGA
Chi lo piange e chi no

 
 
di Francesco Ricci
 
 
 
kossiga
 
Il mondo politico borghese piange ufficialmente la morte di Francesco Cossiga. Ma sotto i panni neri del lutto trapelano ampi sospiri di sollievo. La demenza senile dell'ex presidente, combinata con la nota passione per il whisky (e altre sostanze di conforto) ha fatto tremare in questi anni gli ambienti politici borghesi. Temevano che potesse raccontare esplicitamente - e non solo a mezze frasi - i tanti "misteri italiani" cui ha partecipato per decenni. I decenni della storia della Repubblica fondata sullo sfruttamento del lavoro salariato: una lunga catena di complotti e trame, minacce di golpe, repressioni e stragi per fermare le lotte operaie e studentesche.
Da tempo Cossiga si divertiva a ironizzare sulla finzione che normalmente circonda lo Stato borghese, organismo di oppressione dei padroni sugli operai che l'ideologia dominante presenta invece come strumento neutro, al di sopra di tutto, al servizio dei "cittadini". Facendosi beffe di questa finzione, Cossiga si vantava di aver utilizzato, da ministro e da presidente, gli apparati del loro Stato per fermare in ogni modo la crescita delle lotte e il comunismo. Con questo scopo i governi borghesi dagli anni Quaranta in poi hanno impiegato sempre tutte le "bande armate a difesa del capitale" di cui dispongono: sia le polizie in divisa, sia i corpi speciali in abiti civili mandati a sparare nelle piazze, sia i corpi segreti e clandestini, come Gladio e le altre strutture utilizzate per mettere le bombe nelle stazioni, sui treni, nelle piazze. Le vittime di questa guerra di classe sono state centinaia.
 
Al cordoglio del mondo politico borghese si aggiunge anche la sinistra con rinnovate ambizioni governiste. Paolo Ferrero, segretario del Prc, in una nota definisce Cossiga "un avversario" ma gli riconosce anche di aver combattuto "a viso aperto" (strana espressione per l'uomo politico borghese più legato a trame oscure e servizi segreti!). Certo Ferrero deve ammettere che Cossiga combatteva "non per la democrazia ma per il sistema capitalistico" ma comunque gli rende onore e lo "saluta" augurandogli "che dopo una vita di battaglie che lo hanno profondamente segnato possa riposare in pace".
Il comunicato di Ferrero è un vero esempio di ambiguità che cerca di tenere insieme due esigenze: primo, inchinarsi con "senso dello Stato" di fronte a una figura importante delle istituzioni borghesi (di cui Ferrero è stato ministro), secondo, non destare indignazione tra i tanti militanti che hanno conosciuto negli anni la feroce repressione dello Stato capitalista e hanno scritto sui muri Kossiga, con K e ss runiche. Per questo, dopo i riconoscimenti e i  tributi, Ferrero conclude impegnandosi a continuare "quella battaglia per la trasformazione sociale e il socialismo che Cossiga ha avversato tenacemente".
Ora, se la prima parte del necrologio di Ferrero è quantomeno fastidiosa, questa chiusa è proprio sbagliata. Si sbaglia Ferrero perché Cossiga ha sempre avversato (e certo non solo "a viso aperto") una alternativa di potere dei lavoratori, ma proprio per questo non è mai stato ostile ad assumere dirigenti del movimento operaio come valletti in un governo borghese, ben sapendo che anche questo è un modo (come la repressione) per fermare le lotte e il comunismo. Insomma, Cossiga sicuramente non avrebbe "avversato tenacemente" la proposta avanzata pochi giorni fa da Ferrero (a Bersani, Casini, ecc.) per un "patto delle opposizioni" che conduca a una nuova maggioranza di governo includente quello che resta di Rifondazione Comunista per una terza esperienza in un governo anti-operaio, un governo da contrapporre (insieme alle "bande armate" della repressione) alle lotte operaie dei prossimi mesi.
Per questo lasciamo a Ferrero di salutare in Cossiga un leale avversario. Per i comunisti è morto invece Kossiga, un nemico colpevole di innumerevoli trame repressive contro le lotte dei lavoratori. Trame e complotti su cui si farà completa luce solo il giorno in cui i comunisti entreranno per davvero a Palazzo Chigi: non per indossare la grisaglia ministeriale ma per costruire una società diversa, sulle rovine di quella democrazia delle casseforti di cui Kossiga è stato il mastino da guardia.
 
 
Sottoscrizione

 Sostieni Alternativa Comunista

donando (in modo sicuro)

anche pochi euro

per aiutarci a costruire l'organizzazione

che serve per un'alternativa di società

paypall


 

Ultimi articoli
NEWS Progetto Comunista n33
  progetto  com 33
MODENA 28 GENNAIO

ORE15.00

presso

l'ISTITUTO STORICO

DELLA RESISTENZA

 

via CIRO MENOTTI  

incontro-dibattito

  modena28gennaio

CREMONA 21 GENNAIO

  
  
  
TROTSKY IN LIBRERIA

 PROGRAMMA DI TRANSIZIONE

Grazie a una coedizione Massari Editore

e Progetto comunista 

programma di transizione

CONGRESSO PDAC 2010

clicca qui per leggere

 

foto congresso primo piano

 

Abbonati subito a Progetto Comunista

 
abbonamento progetto 1
Abbiamo 19 visitatori online


Sito realizzato con Joomla CMS realizzato sotto licenza GNU/GPL. Amministrazione. Sito in versione Alfa.