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VITA ARTIFICIALE E CAPITALISMO PDF Stampa E-mail
lunedì 31 maggio 2010

VITA ARTIFICIALE E CAPITALISMO

 

di Alberto Madoglio

"Nel suo dominio di classe (...) la borghesia ha creato forze produttive il cui numero e la cui importanza supera quanto mai avessero fatto tutte insieme le generazioni passate.

Soggiogamento delle forze naturali (...) applicazione della chimica all'industria e all'agricoltura (...) navigazione a vapore, ferrovie, telegrafi (...) quale dei secoli passati avrebbe mai presentito che tali forze produttive stessero sopite in grembo al lavoro sociale?" Questo stralcio del Manifesto del Partito Comunista, uno dei passaggi più belli dell'immortale opera di Marx e Engels, spiega come la borghesia, rivoluzionando i rapporti di produzione, socializzando il lavoro, abbia aperto enormi possibilità allo sviluppo umano.
Molte volte queste parole ci tornano alla memoria: guardando alle opere di ingegneria, alla conquista del cielo e dello spazio, allo sviluppo dell'informatica. Negli ultimi giorni ci sono state richiamate da un fatto che, per la sua straordinarietà, ha conquistato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

Un gruppo di genetisti americani ha creato, per la prima volta, una forma di vita artificiale. La cronaca scientifica ci spiega che il batterio, creato in laboratorio, è in grado di riprodursi, quindi di essere "vivo". Si aprono scenari sconosciuti, ma potenzialmente sconfinati, per lo sviluppo della scienza: nel campo medico, della genetica, dell'alimentazione, dell'informatica (quindi nella possibilità dell'uomo di affrancarsi dalla fatica del lavoro... certo non in questa società...). Siamo solo agli inizi di un percorso che non sarà lineare. Bruschi stop, fallimenti, balzi in avanti e successi, si alterneranno fra loro. Noi ci fermiamo qui nelle considerazioni "scientifiche", il marxismo non ci fornisce la conoscenza universale: pseudosocialisti illusi di essere esperti in ogni campo sono stati irrisi da Engels nell'Antidhuring. Tuttavia alcuni considerazioni possono essere fatte.
Se una società come quella capitalista, nella sua fase decadente, imperialista, che condanna centinaia di milioni alla fame, alla miseria, all'ignoranza più umiliante, è in grado di generare simili successi, possiamo solo immaginare cosa sarebbe in grado di fare l'uomo, in un sistema in cui non il profitto ma il soddisfacimento dei suoi bisogni, nell'interesse della collettività, fosse la spinta di ogni ricerca e studio, nella scienza come nell'arte.

Il giorno in cui questa scoperta è diventata di dominio pubblico, due genetisti hanno affermato che, dopo aver svelato il mistero dell'albero della vita, adesso si tratta di svelare il segreto dell'albero del bene e del male. Per parte nostra, la risposta l'abbiamo trovata da tempo. Certo è meno poetica ma non per questo meno importante e urgente. O il proletariato, la sola classe progressiva dell'umanità, abbatterà questo sistema politico sociale, o anche questa, come innumerevoli scoperte e invenzioni del passato, si rivolgerà contro l'umanità stessa.

Perché la scienza non è neutra. In mano al capitalismo e al "socialismo reale", cioè alla controrivoluzione burocratica stalinista, ha creato disastri come Hiroshima, Bophal e Chernobyl.
Non abbiamo mai creduto che il socialismo fosse una sorte di "paradiso terrestre". Nondimeno pensiamo, con Trotsky, che quando l'uomo si sarà liberato una volta per tutte dalla schiavitù del profitto, nulla gli sarà precluso e solo allora potrà finalmente dire di aver cominciato a "camminare eretto sulle sue gambe" diventando pienamente padrone del proprio destino
.

 

 
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