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SOLIDARIETA' ALLA CLASSE OPERAIA E ALLE MASSE POPOLARI GRECHE! PDF Stampa E-mail
martedì 18 maggio 2010

SOLIDARIETA' ALLA CLASSE OPERAIA

E ALLE MASSE POPOLARI GRECHE!

La loro lotta è la nostra!

dichiarazione delle sezioni europee

della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale

 

Lo scorso 5 maggio la classe lavoratrice ed il popolo greco hanno nuovamente paralizzato completamente il Paese contro il brutale piano di adeguamento dell'Unione Europea e del Fmi, applicato dal governo "socialista" del Pasok.

Era il quarto sciopero generale da che lo scorso dicembre si scatenò la crisi del debito greco. Manifestazioni di massa hanno attraversato Atene e tutte le città greche. Decine di migliaia di manifestanti hanno assediato e attaccato il parlamento greco, simbolo della democrazia borghese, convertito in camera di ratifica dei diktat delle grandi potenze dell'Unione Europea. Gli scontri con la polizia sono stati generalizzati, un nuovo sciopero generale è stato convocato per il 20 maggio.

 

"Vogliono trasformarci in poveri"

Il piano di adeguamento è draconiano: tagli nel pubblico impiego; riduzione del 25% dei salari ai lavoratori del settore pubblico; tagli alle pensioni del 20%; aumento dell'età pensionabile; grandi tagli nei servizi pubblici; pesanti attacchi ai diritti dei lavoratori, come l'abolizione dei contratti collettivi e la liberalizzazione e facilitazioni ai licenziamenti; fortissimo aumento delle imposte (l'Iva sale dal 19% al 23% e la benzina, l'alcol e il tabacco aumentano del 10%, mentre diminuiscono le imposte agli industriali); privatizzazioni di tutto ciò che resta da privatizzare.

I lavoratori greci hanno definito con precisione l'obiettivo del piano: "vogliono trasformarci in poveri", "riportarci agli anni Cinquanta". E' un piano per dissanguare selvaggiamente il popolo greco affinché i banchieri tedeschi, francesi e greci, ed altri avvoltoi finanziari, continuino ad arricchirsi con il grande affare del debito pubblico. Per questo hanno trasformato la Grecia in un protettorato economico privo di sovranità nazionale.

 

L'Unione Europea sull'orlo dell'abisso

La crisi greca e il suo effetto di "contagio" è stato il detonatore di una crisi generale che ha posto la zona euro e l'Unione Europea sul bordo stesso dell'abisso, minacciando una nuova crisi finanziaria mondiale ancora più devastante di quella scatenatasi dopo il fallimento di Lehman Brothers. Con una disperata manovra l'Ue ha provato un macro-piano europeo di "salvataggio", dotato di 750 miliardi di euro, destinato a prestiti d'emergenza ai Paesi della zona euro a rischio di sospensione dei pagamenti. Il Fmi (in cui gli Usa hanno un ruolo dominante) si farà carico della terza parte di questi fondi. L'accordo prevede anche che la Banca Centrale Europea compri debito pubblico e privato dei Paesi in pericolo e mantenga tutte le facilitazioni di credito alle banche. Al contempo, i governi di Germania e Francia hanno imposto uno stretto sistema di controllo che, come per la Grecia, trasforma i Paesi "periferici" in autentici protettorati economici. La chiave del piano di salvataggio dell'Ue in altro non consiste se non nell'imporre un arretramento storico alla classe lavoratrice europea. Per questo sono state stabilite drastiche condizioni per continuare ad appartenere all'euro zona e all'Unione Europea, nonché misure draconiane per accedere ai fondi di "salvataggio", secondo il modello greco. E' vergognoso sentire che si tratta di prestiti per "aiutare la Grecia", mentre le masse popolari e i lavoratori greci non vedranno un solo euro di questi "aiuti"; anzi, al contrario, ne riceveranno solo sofferenze.

La Grecia preannuncia in realtà piani di adeguamento per tutta l'Europa, a partire dai Paesi più deboli, come il Portogallo, la Spagna, l'Irlanda o l'Italia. I governi spagnolo e portoghese hanno già annunciato un pesante pacchetto di misure che aggravano i piani economici. Questi piani in realtà sono destinati ad "andare oltre", perchè l'arretramento economico che provocano finisce per generare più deficit pubblico e più debito... fino a che il Paese, dissanguato ed esausto, non potrà più pagare e si vedrà obbligato a dichiarare la sospensione dei pagamenti.

 

Fuori l'Unione Europea! Per una Europa dei lavoratori e dei popoli!

La Grecia ha messo in luce come non ci sia soluzione all'interno dell'Unione Europea né nel quadro del capitalismo. L'Unione Europea si è disvelata come l'espressione più evidente dell'Europa del capitale e come una mostruosità antidemocratica irriformabile. L'acutezza della crisi greca, la catastrofe che essa rappresenta per il popolo greco, potranno essere affrontate solo se verrà dichiarato il non riconoscimento del debito, se si romperà con l'euro e con l'Unione Europea, e se si assumeranno drastici ed urgenti provvedimenti per riorganizzare l'economia al servizio della grande maggioranza della società: espropriando le banche, nazionalizzando le imprese strategiche, ripartendo il lavoro, stabilendo il monopolio del commercio con l'estero e sviluppando la solidarietà di classe dei lavoratori europei nella comune lotta per un'Europa dei lavoratori e dei popoli, per gli Stati Uniti socialisti d'Europa.

 

"Siamo tutti lavoratori greci!"

Il conflitto greco è la prima grande prova di forza tra il capitale finanziario e la classe lavoratrice europea: è importante che questo primo scontro frontale si sia manifestato in Grecia, il Paese con la classe lavoratrice più combattiva del continente, e nel quale la burocrazia sindacale incontra più difficoltà nel controllo di un movimento operaio in cui ha un importante peso la sinistra classista e combattiva.

I lavoratori greci costituiscono un magnifico esempio di combattività e audacia per tutta la classe operaia europea. Indicano il cammino da seguire e meritano, in quanto avanguardia della lotta, la più ampia solidarietà di classe. Dobbiamo tutti rispondere all'appello dei lavoratori greci: "popoli d'Europa sollevatevi!" La lotta della Grecia è la nostra, quella di tutti i lavoratori. Appoggiare la Grecia unendo le forze contro i piani di adeguamento costituisce il compito più importante in questo momento per i lavoratori.

 

Organizzare la resistenza comune su scala europea

Diverse organizzazioni sindacali europee hanno firmato un manifesto intitolato "Siamo tutti lavoratori greci", nel quale affermano: "Per salvare il loro sistema capitalista gli imprenditori e gli azionisti si sono organizzati internazionalmente: il movimento sindacale deve agire al di là delle frontiere per imporre un diverso sistema (...). Auspichiamo di progredire nella costruzione di una rete sindacale alternativa in Europa, aperta a tutte le forze che vogliono lottare contro il capitalismo e il liberalismo. Sviluppiamo e coordiniamo le lotte sociali e costruiamo la resistenza comune a livello europeo! A fronte della crisi lo sciopero generale è necessario. Noi vogliamo costruirlo!"

 

Appoggiare con tutte le nostre forze questo obiettivo e fare passi concreti in questa direzione costituisce l'impegno delle sezioni europee della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale (Lit), impegnate nella lotta per costruire una nuova direzione politica e sindacale dei lavoratori europei, imprescindibile per avanzare verso l'abbattimento della borghesia e l'instaurazione del socialismo, basato sulla democrazia operaia.

 

 

 

 

 

 

 
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