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IMMIGRATI A CONGRESSO: AUTORGANIZZAZIONE E LOTTE PDF Stampa E-mail
venerdì 07 maggio 2010

IMMIGRATI A CONGRESSO: AUTORGANIZZAZIONE E LOTTE

Cronaca dal Primo congresso del Comitato Immigrati in Italia

di Pia Gigli

La lunga passerella di esponenti istituzionali e politici, dal Pd all’IdV, dai radicali a Sinistra e Libertà, invitati al primo congresso del Comitato immigrati svoltosi a Roma il 24 ed il 25 aprile ed intervenuti in apertura dei lavori, ha mostrato a tratti imbarazzo, ma per lo più ipocrisia, con le offerte di aiuto ai loro “amici immigrati” ed una falsa disponibilità proveniente proprio da coloro che negli anni passati hanno introdotto i Cpt o leggi sull’immigrazione che hanno subordinato ogni diritto dei lavoratori immigrati alla logica delle imprese e del mercato.

Ma soprattutto tutto ciò è andato ad infrangersi contro la potenza espressiva e politica dei successivi numerosi interventi dei lavoratori immigrati, che hanno tracciato il panorama del costante attacco di cui sono bersaglio in termini di diritti negati; un attacco sempre più aspro nel corso di quasi un ventennio e giunto oggi a condizioni insopportabili: dalla clandestinità che continua ad essere alimentata con il fine di rendere più ricattabili i lavoratori, ed allo stesso tempo resa reato attraverso il pacchetto sicurezza di Maroni, allo sfruttamento lavorativo sempre più pesante, come i fatti di Rosarno hanno dimostrato, alla negazione di fatto della cittadinanza e del diritto all’asilo, all’inasprimento delle norme e delle regole sul diritto alla casa, all’istruzione o alla salute, anche come effetto della forte impronta razzista e xenofoba di questo governo.

 

All’appello congressuale, lanciato dallo storico Comitato immigrati in Italia, hanno risposto, attraverso un percorso di assemblee in tutta Italia, 150 rappresentanti di 30 comunità provenienti da 21 città. Il Comitato immigrati in Italia ha voluto così rilanciare la propria attività di fronte all’urgenza di dare una risposta incisiva alle difficili condizioni di vita, dotandosi di una organizzazione più definita rispetto a una strutturazione a rete che, come molti hanno riconosciuto, ha fatto il suo tempo.

Sono stati affrontati diversi temi in specifici gruppi di lavoro: questione della casa, sanità, lavoro, cittadinanza, rapporto con partiti e movimenti, questioni statutarie. A conclusione dei lavori dei gruppi sono stati definiti i documenti conclusivi e lo statuto del neonato Comitato Immigrati d’Italia. Secondo quanto stabilisce lo statuto, l’organizzazione si articolerà in un ampio comitato direttivo che eleggerà un esecutivo e nel corso di un anno si terranno i congressi regionali che permetteranno la costruzione locale del Comitato.

 

I documenti finali definiscono una ricca piattaforma rivendicativa che affronta le specifiche questioni dell’immigrazione e riconoscono la necessità di costruire nelle lotte l’unità tra lavoratori immigrati ed italiani contro il generale attacco che la crisi capitalistica ha reso più aspro. E’ emersa la forte esigenza di prendere la parola in prima persona, di autorganizzarsi, e di coordinare le lotte a livello nazionale, con una energia e una determinazione eccezionali.

 

Come Alternativa Comunista siamo intervenuti assieme alle organizzazioni di classe che lavorano con compagni immigrati nel Comitato lavoratori italiani immigrati uniti di Roma, abbiamo partecipato al tavolo che ha affrontato le questioni del lavoro e lì è stato entusiasmante condividere con i lavoratori immigrati oggi più avanzati, sindacalisti, rsu di fabbrica e lavoratori delle cooperative del nord, una piattaforma di lotta comune.

E’ stato un congresso che ha gettato le premesse per un grande movimento degli immigrati in Italia che non vuole essere né un sindacato né un partito e che, diciamo noi, potrà avere un serio sviluppo se metterà le lotte al primo posto, se nelle lotte praticherà l’unità con la classe lavoratrice italiana e se manterrà la sua autonomia nei confronti di ogni istituzione e di quelle forze politiche che hanno dimostrato, nei fatti, di volerle spegnere, quelle lotte.

 
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