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SCIOPERO A OLTRANZA, OCCUPAZIONI, BLOCCO DEGLI SCRUTINI! PDF Stampa E-mail
venerdì 12 marzo 2010

SCIOPERO A OLTRANZA, OCCUPAZIONI,

BLOCCO DEGLI SCRUTINI!

Per fermare il licenziamento di massa nella Scuola

e la privatizzazione dell'istruzione gli scioperi routinari non bastano

 

E' stata definitivamente approvata dalle Camere e dal Consiglio dei ministri la famigerata "riforma" della scuola secondaria di secondo grado (le cosiddette "scuole superiori"). Si tratta, più che di una riforma, della distruzione dell'istruzione secondaria, che comporterà la perdita, già a partire dal prossimo anno scolastico, di decine di migliaia di posti di lavoro per il personale docente e non docente.

Dopo la "riforma" delle elementari, ora è la volta dell'istruzione superiore. Nel complesso, sono più di 150 mila i posti di lavoro che, in tre anni, verranno sacrificati, con grande gioia del ministro Tremonti: un piano di licenziamento che - è bene ricordarlo - è stato avviato dal precedente governo Prodi (sono più di 50 mila i tagli predisposti dal ministro Fioroni col benestare di tutti i partiti che allora sostenevano l'esecutivo di centrosinistra, dal Pd a Rifondazione Comunista).
L'innalzamento del numero di alunni per classe (le classi di 35 alunni diventeranno la norma), la riduzione delle ore di quasi tutte le discipline in tutti gli istituti, il ridimensionamento generale dei quadri orari, la chiusura delle scuole serali per i lavoratori, comporteranno disagi per tutto il personale: persino molti insegnanti di ruolo saranno costretti a trasferirsi in altri istituti o andranno in esubero.
I primi a essere colpiti saranno i lavoratori precari (più di 200 mila): l'assunzione a tempo indeterminato diventerà un miraggio, la disoccupazione una certezza. Questo pesantissimo attacco all'Istruzione e ai lavoratori della scuola avviene in un contesto già deteriorato da altre misure volute dai ministri Brunetta e Gelmini: innalzamento dell'età pensionabile per le donne, approvazione del decreto Brunetta (che comporterà la definitiva trasformazione delle scuole in aziende, con l'introduzione di una gerarchia tra i dipendenti della pubblica amministrazione sulla base di criteri aziendalistici), tagli ai finanziamenti per i servizi amministrativi.
Se si è arrivati a tutto questo è anche perché non c'è stata un'adeguata risposta da parte dei lavoratori. Di questo sono responsabili le burocrazie dei principali sindacati, incluse quelle della Cgil, che pure ora si colloca su un terreno di opposizione di facciata. La straordinaria riuscita dello sciopero unitario del 30 ottobre 2008 e la volontà di lotta da parte dei lavoratori della scuola emersa in quell'occasione è stata tradita o dispersa dalle burocrazie sindacali. Se la Cisl e gli altri sindacati filogovernativi hanno gettato acqua sulla protesta nella speranza di raccogliere qualche briciola dal tavolo del governo, la direzione della Cgil non ha fatto nulla per creare uno stato di agitazione nelle scuole, preferendo alimentare illusioni su una improbabile bocciatura della riforma da parte degli organismi della magistratura borghese. Al contempo, anche alcuni settori del sindacalismo di base hanno oscillato tra pulsioni settarie (per esempio rifiutandosi di partecipare a scioperi e mobilitazioni di massa perché indette da sindacati concertativi) e battaglie al ribasso (centrate sulla "resistenza individuale" nelle scuole).
Chi ha pagato sono i lavoratori, in primis i precari, che si sono visti precipitare addosso un macigno. Sono nati o stanno nascendo in tutta Italia coordinamenti o comitati di lotta di precari della scuola (spontanei o legati alle organizzazioni sindacali), che chiedono il ritiro dei tagli e della riforma. Soprattutto, dai coordinamenti di lotta precari della scuola esce la richiesta alle organizzazioni sindacali di dare risposte forti, come il blocco degli scrutini di fine anno e lo sciopero ad oltranza. Il Partito di Alternativa Comunista è al loro fianco: solo la lotta ad oltranza potrà respingere questa vero e proprio massacro di posti di lavoro.

 

 
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