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LA SINISTRA COMUNISTA DEVE PARTECIPARE
ALLE ELEZIONI?
André Freire (Direzione del
Pstu)
Il grande esempio è stato quello del tradimento dei
partiti socialdemocratici europei che, di fronte allo scoppio della Prima Guerra
Mondiale, abbandonarono l'indipendenza di classe. Per preservare le loro
poltrone in parlamento si allearono allo sforzo bellico delle borghesie
nazionali dei loro paesi, fino a votare a favore dei crediti di guerra.
In
Brasile abbiamo un grande esempio, il Pt (1). Alla sua fondazione, questo
partito aveva come priorità l'azione diretta e proclamava che, come nella lotta
di classe, i lavoratori dovevano scontrarsi con i padroni anche nell'elezioni.
Ciò si tradusse nello slogan "vote no 3 que o resto é burguês" (2).
Col
passare degli anni questo partito ha abbandonato la difesa dell'indipendenza di
classe, ha realizzato coalizioni con partiti borghesi e ha governato
amministrazioni periferiche e centrali a favore delle grandi imprese. Con
l'arrivo di Lula alla presidenza della repubblica, è diventato il grande gestore
degli affari capitalisti nel nostro paese.
Senza dubbio, le pressioni
opportuniste della democrazia borghese continuano ad essere la principale
deviazione politica affrontata dai partiti comunisti rivoluzionari sul cammino
della battaglia per l'influenza politica sulle masse.
E' possibile partecipare alle elezioni
per costruire un partito rivoluzionario?
Il tradimento della socialdemocrazie fece sì che
un gruppo politico all'interno della II Internazionale, con Lenin, Rosa
Luxemburg e Trotsky. si scagliasse contro la tendenza dei partiti
socialdemocratici all'adattamento alla democrazia borghese e ricostruissero il
progetto socialista e rivoluzionario di lotta per il potere. Questo piano ha
avuto il suo apice nella vittoria della Rivoluzione di Ottobre, nel 1917.
La
lotta per il potere in Russia, con alla testa il Partito Bolscevico di Lenin, si
è sempre scontrata con un grande nemico, le illusioni democratiche delle masse
lavoratrici. La lotta contro queste aspettative nelle istituzioni della
democrazia borghese è stata sempre una condizione perché la classe operaia
prendesse nelle proprie mani il potere dello Stato.
Per questo, i bolscevichi
usarono diverse tattiche affinché le masse rompessero con queste illusioni, come
l'appello all'Assemblea Nazionale Costituente. Tuttavia, sempre con una
strategia permanente: portare la classe operaia alla coscienza della necessità
di distruggere le istituzioni borghesi e costruire un nuovo Stato a partire dal
rafforzamento dei consigli degli operai, soldati e contadini (soviet) come
organismi fondamentali di potere.
Dopo la presa del potere in Russia e già
nella III Internazionale, sorse una forte polemica sulla partecipazione
elettorale e parlamentare. Un settore sosteneva che, visto lo straordinario
progresso che era lo Stato sovietico russo, i partiti della III Internazionale
dovevano abbandonare la politica della partecipazione alle elezioni e ai
parlamenti borghesi, sostituendo questa tattica con la lotta diretta per il
potere a partire dalla preparazione di insurrezioni .
In questi dibattiti,
Lenin intervenne decisamente contro la visione settaria dell'abbandono della
lotta politica nell'elezioni e nei parlamenti borghesi senza che fossero mature
le condizioni oggettive e soggettive affinché la classe diretta da un partito
rivoluzionario disputasse il potere.
Per Lenin, mentre una parte importante
della classe lavoratrice nutriva ancora illusioni nei processi elettorali della
borghesia, i rivoluzionari dovevano utilizzarli con due strategie: l'agitazione
del programma dei rivoluzionari per disputare la coscienza della classe
lavoratrice contro il regime politico borghese e la costruzione ed il
rafforzamento del partito rivoluzionario nei settori più avanzati del
proletariato. Questa lotta politica è molto ben illustrata nel libro di Lenin
Estremismo: malattia infantile del comunismo.
Le campagne elettorali del
Pstu
L'anno scorso, il nostro partito ha compiuto 15
anni. Siamo orgogliosi che la nostra storia sia costellata dalla presenza attiva
dei nostri militanti nelle lotte più importanti della classe lavoratrice e dei
giovani. E siamo orgogliosi delle nostre campagne elettorali e dei nostri
parlamentari rivoluzionari che hanno utilizzato i loro mandati al servizio di
queste lotte.
Anche quest'anno, il nostro partito parteciperà all'elezioni.
Non faremo una campagna uguale a quella dei due partiti che proclamano la
conciliazione fra le classi, come il Pt e il PCdoB (3), che vogliono solo
concorrere per aumentare i loro posti nell'amministrazione del capitalismo in
Brasile.
Ci differenzieremo anche dalla maggioranza della direzione del Psol,
che alle elezioni amministrative del 2008 si è alleato con partiti borghesi come
il Pv (4) e il Psb (5). E oggi sta negoziando il possibile appoggio alla
candidatura a presidente di Marina Silva (Pv), difesa con lo stesso argomento di
sempre: "realizziamo coalizioni con i partiti borghesi per dialogare con la
coscienza ‘arretrata' delle masse ed eleggere (e rieleggere) i nostri
parlamentari".
Saremo differenti pure da tutte le correnti settarie che
ignorano l'importanza delle elezioni come un terreno secondario nella disputa
della coscienza delle masse verso il socialismo e la costruzione del nostro
partito.
Facciamo appello a tutti gli attivisti, entità ed organizzazioni
politiche - che concordano con la necessità di partecipare alle elezioni
difendendo un programma classista e socialista - a costruire con noi questa
campagna elettorale 2010.
(1) Partito dei Lavoratori:
è il partito del presidente Lula.
(2) "Vota la lista 3, ché il resto è
borghese".
(3) Partito Comunista del Brasile.
(4) Partito Verde.
(5)
Partito socialista brasiliano.
La partecipazione alle elezioni continua a
generare grandi dibattiti nella sinistra comunista. È un fatto che la farsa
della democrazia borghese abbia portato alla sconfitta molti partiti che si
dicevano comunisti o proclamavano l'azione diretta come tattica privilegiata per
la lotta politica.
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