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LA LOTTA DEI LAVORATORI IMMIGRATI DI ROSARNO PDF Stampa E-mail
giovedì 14 gennaio 2010

LA LOTTA DEI LAVORATORI IMMIGRATI DI ROSARNO

E' LA LOTTA DI TUTTI I LAVORATORI

 

dichiarazione del Coordinamento delle sezioni europee

della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale

 

A Rosarno, in Calabria (una regione del Sud Italia), lavoratori immigrati sono stati barbaramente aggrediti da bande razziste (che hanno utilizzato spranghe e sparato ferendo gravemente un immigrato) e dalle forze dell'ordine borghese.

In risposta a questa aggressione, hanno organizzato - come già accadde in un altra regione, a Castelvolturno, un anno fa - l'autodifesa e dato vita a una rivolta contro gli aggressori e contro i loro sfruttatori.
Si tratta di lavoratori impiegati prioritariamente nel bracciantato agricolo, che sono stati privati di qualsiasi diritto, a partire dal permesso di soggiorno. Poiché rischiano l'espulsione, sono ricattabili e rappresentano per i proprietari terrieri una grossa occasione di profitto: lavorano ricevendo salari miserrimi pari a un euro all'ora (e spesso dopo aver lavorato per mesi non vengono nemmeno pagati); sono privi di contratti di lavoro; sono costretti a subire le angherie e le violenze dei caporalati locali e di padroni e padroncini (che, nel Sud, operano in combutta con le organizzazioni mafiose e criminali). Sono costretti a vivere in condizioni disumane, ammassati all'interno di capannoni ed edifici abbandonati, luoghi malsani e molto pericolosi per la salute. A questo si aggiunge il clima di pesante intolleranza razziale che, nel contesto della crisi del capitalismo, i governi di entrambi gli schieramenti borghesi (e la stessa legislazione europea) hanno fomentato con "leggi sulla sicurezza" che attaccano pesantemente i lavoratori immigrati e le loro famiglie. Dalla legge Turco-Napolitano, alla successiva legge Bossi-Fini fino ai pacchetti sicurezza di Amato e poi di Maroni, i governi hanno sostenuto politiche razziste - a partire dalla costruzione di centri di espulsione - che hanno reso sempre più difficile per gli immigrati ottenere un permesso di soggiorno, con il conseguente drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro. I
violenti attacchi razzisti e il pesante sfruttamento che i lavoratori immigrati subiscono quotidianamente non sono solo l'effetto della presenza sul territorio di organizzazioni di stampo mafioso. Si tratta di un fenomeno che si verifica ovunque in Europa: l'economia capitalista ha bisogno di un "esercito di riserva" per i profitti e gli immigrati privi di diritti e di permesso di soggiorno sono una fonte di guadagno per il padronato: gli immigrati sono fondamentali per il funzionamento dell'economia capitalistica e rappresentano una fetta numericamente consistente della classe lavoratrice, soprattutto nell'industria, nell'agricoltura e nell'edilizia. Prima il capitalismo - con le guerre, le multinazionali, lo sfruttamento delle risorse nei Paesi d'origine - costringe masse di disperati a emigrare per sopravvivere; poi li sfrutta per il profitto e fomenta la guerra tra poveri creando divisioni all'interno della classe lavoratrice e tra gli stessi lavoratori immigrati: coloro che sono privi di permesso di soggiorno diventano automaticamente clandestini, "illegali". Queste divisioni indeboliscono tutta la classe operaia: solo lottando per migliori condizioni di lavoro per tutti (nativi e immigrati, con o senza il permesso di soggiorno) è possibile difendere il lavoro e il salario.
Il coordinamento europeo della Lega internazionale dei lavoratori - Quarta Internazionale esprime piena solidarietà ai lavoratori immigrati di Rosarno, sostiene le manifestazioni in difesa degli immigrati e fa appello a tutte le organizzazioni sindacali, alle associazioni, alle organizzazioni politiche a organizzare iniziative a sostegno degli immigrati.  Rivendichiamo:

  • Permesso di soggiorno per tutti gli immigrati presenti sul territorio nazionale.
  • Tutele sindacali per tutti i lavoratori immigrati.
  • Stessi diritti civile dei lavoratori italiani.
  • Il diritto all'autodifesa organizzata per respingere gli attacchi razzisti
  • Il diritto a un contratto di lavoro e a un posto fisso di lavoro per tutti gli immigrati, con salari dignitosi adeguati al costo della vita.
  • Alloggi pubblici, in buone condizioni igienico-sanitarie, per gli immigrati privi di dimora.

 

 
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