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Metalmeccanici:
licenziamenti e salari da fame per gli
operai, mentre i profitti dei padroni crescono
NESSUN
ACCORDO CON I PADRONI!
Il Partito di Alternativa Comunista esprime piena solidarietà
alle proteste degli operai della Fiom contro l'accordo separato firmato da Fim, Uilm e Federmeccanica: è una vera e
propria truffa a danno dei lavoratori, che prevede pochi euro di aumento
mentre il costo della vita cresce sempre più. Ma, soprattutto, è un accordo che
cade in un momento in cui sono milioni gli operai che hanno perso o stanno
perdendo il posto di lavoro.
Per chi esiste la
crisi?
Non esiste alcuna
crisi per i padroni,
che anzi in questi mesi vedono aumentare i loro profitti miliardari. Lo
dimostra una recente indagine dell'Aipb (l'associazione italiana del private
banking), pubblicata su La Stampa il 9 novembre 2009: quest'anno il patrimonio degli industriali
italiani è cresciuto del 4% rispetto al 2008! 590 mila famiglie in Italia -
quelle con un patrimonio finanziario superiore ai 500 mila euro l'anno - hanno
accumulato un patrimonio pari a 836 miliardi di euro (senza contare il bottino
intascato dalle multinazionali).
Perché i licenziamenti
e i salari da fame?
Perché i padroni vogliono preservare i loro profitti
miliardari a scapito dei lavoratori! Dopo essersi arricchiti sulle spalle
degli operai imponendo turni pesanti, salari miseri, contratti precari, oggi
non si fanno problemi a lasciarli a casa. Preferiscono chiudere le aziende e
trasferire la produzione all'estero piuttosto di rischiare di perdere qualche
briciola dei loro miliardi. Milioni di
operai stanno diventando dei disoccupati o sono in cassa integrazione solo perché
qualcuno non vuole mettere a rischio nemmeno un euro del proprio patrimonio
miliardario: e tutto ciò avviene con il consenso di Confindustria, governo
e delle burocrazie dei sindacati, che firmano accordi a perdere per i
lavoratori.
Qual è la risposta
operaia alla crisi?
Agli operai non resta che una strada da percorrere: quella
della lotta ad oltranza (dalle occupazioni dei tetti fino alle occupazioni
degli stabilimenti) fino al respingimento di tutti i licenziamenti, fino al
ritiro della cassa integrazione, per un aumento consistente dei salari.
Il Partito di
Alternativa Comunista offre il proprio sostegno a tutte le lotte che gli operai
vorranno intraprendere e rivendica:
- Salario minimo garantito per
tutti.
- Aumento automatico dei salari
in relazione all'aumento dei prezzi dei beni di consumo (dato che i prezzi
nell'ultimo decennio sono raddoppiati, i salari vanno raddoppiati).
- No alla cassa integrazione,
ordinaria e straordinaria: i lavoratori hanno diritto al lavoro senza
riduzioni di stipendio.
- La riassunzione immediata di
tutti gli operai licenziati, con la riduzione dell'orario di lavoro per
tutti a parità di salario.
- L'esproprio statale delle
fabbriche, sotto controllo degli operai, a partire da quelle che chiudono
e licenziano.
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