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Metalmeccanici: NESSUN ACCORDO CON I PADRONI! PDF Stampa E-mail
giovedì 12 novembre 2009

Metalmeccanici:

licenziamenti e salari da fame per gli operai, mentre i profitti dei padroni crescono

NESSUN ACCORDO CON I PADRONI!

 

Il Partito di Alternativa Comunista esprime piena solidarietà alle proteste degli operai della Fiom contro l'accordo separato firmato da Fim, Uilm e Federmeccanica: è una vera e propria truffa a danno dei lavoratori, che prevede pochi euro di aumento mentre il costo della vita cresce sempre più. Ma, soprattutto, è un accordo che cade in un momento in cui sono milioni gli operai che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro.

Per chi esiste la crisi?

Non esiste alcuna crisi per i padroni, che anzi in questi mesi vedono aumentare i loro profitti miliardari. Lo dimostra una recente indagine dell'Aipb (l'associazione italiana del private banking), pubblicata su La Stampa il 9 novembre 2009: quest'anno il patrimonio degli industriali italiani è cresciuto del 4% rispetto al 2008! 590 mila famiglie in Italia - quelle con un patrimonio finanziario superiore ai 500 mila euro l'anno - hanno accumulato un patrimonio pari a 836 miliardi di euro (senza contare il bottino intascato dalle multinazionali).

 

Perché i licenziamenti e i salari da fame?

Perché i padroni vogliono preservare i loro profitti miliardari a scapito dei lavoratori! Dopo essersi arricchiti sulle spalle degli operai imponendo turni pesanti, salari miseri, contratti precari, oggi non si fanno problemi a lasciarli a casa. Preferiscono chiudere le aziende e trasferire la produzione all'estero piuttosto di rischiare di perdere qualche briciola dei loro miliardi. Milioni di operai stanno diventando dei disoccupati o sono in cassa integrazione solo perché qualcuno non vuole mettere a rischio nemmeno un euro del proprio patrimonio miliardario: e tutto ciò avviene con il consenso di Confindustria, governo e delle burocrazie dei sindacati, che firmano accordi a perdere per i lavoratori.

 

Qual è la risposta operaia alla crisi?

Agli operai non resta che una strada da percorrere: quella della lotta ad oltranza (dalle occupazioni dei tetti fino alle occupazioni degli stabilimenti) fino al respingimento di tutti i licenziamenti, fino al ritiro della cassa integrazione, per un aumento consistente dei salari.

Il Partito di Alternativa Comunista offre il proprio sostegno a tutte le lotte che gli operai vorranno intraprendere e rivendica:

  • Salario minimo garantito per tutti.
  • Aumento automatico dei salari in relazione all'aumento dei prezzi dei beni di consumo (dato che i prezzi nell'ultimo decennio sono raddoppiati, i salari vanno raddoppiati).
  • No alla cassa integrazione, ordinaria e straordinaria: i lavoratori hanno diritto al lavoro senza riduzioni di stipendio.
  • La riassunzione immediata di tutti gli operai licenziati, con la riduzione dell'orario di lavoro per tutti a parità di salario.
  • L'esproprio statale delle fabbriche, sotto controllo degli operai, a partire da quelle che chiudono e licenziano.

 

 
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