|
A FIANCO DEGLI OPERAI
INNSE!
GIU' LE MANI DALLA
FABBRICA.
FUORI PADRONI E
ISTITUZIONI!!
La lotta degli operai INNSE torna a riempire giornali e TG
nazionali.
Sgomberata dalla polizia la mattina di domenica 2 agosto a Milano, in
zona Lambrate, la fabbrica INNSE, occupata più di un anno fa da una cinquantina
di operai che si oppongono alla chiusura e allo smantellamento dell'azienda, in
queste ore vive una preoccupante situazione di "stallo".
Quattro operai (più un funzionario della FIOM di Milano) hanno eluso
il cordone di polizia e carabinieri a “protezione” dello stabilimento e sono
saliti sulla piattaforma del carroponte n°19 a circa dieci metri di altezza.
Fuori decine di lavoratori e compagni, presidiano la fabbrica nel tentativo di
impedire lo smontaggio e la rimozione del macchinario industriale.
Le istituzioni locali a parole fingono di preoccuparsi della sorte
degli operai, mentre nei fatti sostengono una operazione solamente speculativa.
Stesso discorso vale per i burocrati sindacali (Rinaldini e Cremaschi) che si
limitano ad avanzare inesistenti proposte di “mediazione” dopo essere stati totalmente assenti nei 18 mesi di occupazione ma
in prima fila da ieri, dopo l’arrivo dei mezzi satellitari di Sky e della Rai
piazzati con le loro telecamere davanti alla fabbrica.
La
Regione
vuole liberare l’area per fini speculativi legati all’Expo, Genta, il vecchio
proprietario delle macchine, le vuole smontare
per consegnarle al nuovo acquirente, intanto la prefettura con la sua
sbirraglia, esegue un ordine di sequestro delle attrezzature su mandato del
tribunale.
In mezzo gli operai, confusi, stremati, ora a rischio di essere
totalmente sovradeterminati dai sindacati ma anche isolati per la difficoltà in
questi mesi di lotte di trovare il modo per dar vita a un coordinamento stabile
tra tutti i lavoratori delle aziende in lotta nel milanese.
In questi giorni di passione, di violenza poliziesca e di
solidarietà proletaria, la lotta della INNSE, che ci vede partecipi fin dal suo
esordio, ci appare in tutta la sua drammaticità.
L’INNSE è il paradigma attuale dell’intero movimento operaio
italiano. Ci insegna che la radicalità
dei padroni deve trovare una risposta generale altrettanto radicale, evitando
ogni illusione circa una fantomatica comprensione della controparte, come chi
nel caso in questione si appella ad un “padrone buono” che mantenga la
produzione (e che conservi lo sfruttamento!!).
Quello che continua a mancare è un’indicazione di lotta generale e unificante.
In
tutto il paese, i lavoratori sotto attacco si trovano a resistere in ordine
sparso, una situazione che rende molto complicata ogni forma di lotta, anche la
più combattiva.
Serve
un cambio di rotta! A partire dall’eroico esempio che ci danno gli operai della INNSE occupata diciamo che nessun
licenziamento dovrà essere permesso! Nessuna fabbrica dovrà chiudere! Le
aziende in crisi devono essere nazionalizzate senza indennizzo e poste sotto il
controllo dei lavoratori!
Questa
è l’unica soluzione possibile, la sola soluzione che risponde realmente alle
esigenze dei lavoratori.
A cura della sezione del P.d.A.C.
(L.I.T.) di Milano
4 agosto 2009
|