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Centinaia di vittime non sono una tragedia "naturale" PDF Stampa E-mail
mercoledì 08 aprile 2009
TERREMOTO
Centinaia di vittime non sono una tragedia "naturale"!
Nessuna tregua nella lotta contro il governo
 
 
Dopo ogni inondazione, frana, allagamento, chi governa si premura di spiegare che si tratta di fenomeni "naturali". Nel caso del terremoto aggiungono anche che l'evento è "imprevedibile". In altre parole, è colpa del destino e della natura;
 
terremoto
 
 non resta che stringersi attorno al governo evitando polemiche che intralcerebbero gli aiuti. Questo ha spiegato Berlusconi, trovando l'immediata solidarietà di Franceschini e del Pd. In questo modo si sono subito auto-assolti: sia chi governava prima, sia chi governa oggi; insieme ai governi regionali e locali dell'Abruzzo di cui sono corresponsabili, in perfetta alternanza, centrodestra e centrosinistra. Tutti complici della criminale speculazione edilizia e della mancata prevenzione. Inondazioni e frane che i padroni e i loro politici chiamano "naturali" sono il prodotto della devastazione e cementificazione dell'ambiente operata dal capitalismo. Quanto ai terremoti, se certo sono fenomeni naturali, non è per nulla naturale che producano ogni volta centinaia di morti. Dal Friuli del 1976 alla Puglia del 2002, ogni volta scosse (anche quando non sono fortissime) provocano disastri e tragedie gigantesche. E in tante zone colpite nei decenni scorsi dal terremoto  le popolazioni vivono ancora in abitazioni di fortuna, a distanza di anni (il terremoto dell'Irpinia fu nel lontano 1980!). Ciò su cui Berlusconi (e Franceschini) sorvolano è che gli studi sono in grado quanto meno di indicare le zone a rischio sismico. Ma non si fanno investimenti per mettere in sicurezza gli edifici vecchi e per costruire in sicurezza quelli nuovi. Basti dire che l'ospedale dell'Aquila, in gran parte crollato, era stato inaugurato nove anni fa. Secondo varie stime, nelle zone a rischio sismico gli edifici scolastici costruiti con criteri anti-sismici sono una piccola minoranza.
Mentre si tagliano i fondi per l'edilizia pubblica e per la sicurezza, si avviano inutili opere faraoniche e il progettato "piano casa" di Berlusconi prevedeva di diminuire ulteriormente i vincoli di sicurezza (ora, per necessità di immagine, faranno qualche ritocco). Tutto in nome dei profitti delle imprese, della rendita speculativa.
I terremoti sono eventi naturali: ma innaturale è il sistema capitalistico che, mettendo il profitto di pochi al di sopra della vita delle masse popolari, è il vero responsabile di questi massacri. Altro che "concordia nazionale": per evitare le prossime tragedie annunciate bisogna cacciare governi e giunte padronali e porre la ricostruzione delle zone disastrate e l'organizzazione degli aiuti sotto il controllo dei lavoratori.
Nessuna tregua nella lotta per cacciare il governo Berlusconi!
 
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