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Lotte e mobilitazioni
rubrica a cura di Michele Rizzi
Calcutta (India)
Un sciopero contro il caro
carburante ha paralizzato per alcune settimane il Paese, con il blocco di
aerei, treni, autubus e tram. Infatti, anche qui, benzina, gas da cucina e
gasolio costano un 10 % in più agli indiani che, nonostante il tentativo del Governo
di scaricare le colpe della situazione esclusivamente sulla congiuntura
internazionale, hanno plaudito allo sciopero dei lavoratori dei mezzi di
trasporto pubblici, giunto al blocco di ogni attività economica soprattutto
negli Stati di Kerala, Tripura e West Bengala.
Roma
Circa 10000 manifestanti hanno
partecipato al corteo contro la presenza di Bush in Italia, il giorno 11 di
giugno. La manifestazione, organizzata dallo schieramento di forze politiche e
sociali del movimento No War che si sono opposte anche alle politiche di guerra
del Governo Prodi, tra cui il Partito di Alternativa comunista, ha visto anche
la contestazione ad esponenti dei Comunisti italiani e della ex Sinistra
Arcobaleno, per il loro appoggio al governo precedente.
Stati Uniti
Raffica di scioperi nella
Continental, una delle maggiori compagnie aeree americane, per il taglio di
circa 3 mila posti di lavoro su di un totale di circa 45 mila dipendenti. La
direzione ha fatto sapere che l’aumento del costo del petrolio, che avrebbe
causato una crisi pari solo a quella derivata dall’undici settembre,
comporterebbe una flessione dell’11% delle capacità dell’azienda e quindi
avrebbe reso “necessari” i tagli. Gli scioperi continuano quale risposta alle
decisioni aziendali. Nel frattempo, dall’inizio dell’anno, hanno chiuso anche
quattro compagnie low coast, con conseguenti licenziamenti di personale aereo e
di terra.
Santeramo (BA)
Prosegue lo stato di agitazione
dei lavoratori della Natuzzi, azienda proprietaria del marchio “Divani e
divani” e tra i leader mondiali della produzione di salotti in pelle. Infatti,
come annunciato all’indomani della rottura tra la direzione aziendale e di
sindacati, i lavoratori della multinazionale sono scesi in piazza ed hanno
manifestato a Santeramo in Colle contro i licenziamenti annunciati. I
lavoratori non hanno digerito il nuovo Piano aziendale, alla cui base c’è
soprattutto e quasi esclusivamente, il taglio dei “costi”, ossia esuberi che
riguarderebbero circa il 50% della manodopera. Ovviamente, la ricaduta
occupazionale si avrebbe anche sull’indotto che da lavoro a migliaia e migliaia
di lavoratori.
Genova
Prosegue la “caccia alle streghe”
del padron Riva nei confronti di ventisette operai e delegati dell’Ilva di
Genova. Infatti, dopo le proteste operaie contro l’intento della direzione
dell’Ilva di far saltare un accordo di programma che avrebbe salvaguardato
l’occupazione di circa 2.200 lavoratori, sono partite le denunce nei confronti
degli operai animatori della protesta. Questo atteggiamento della famiglia
Riva, padrona anche dell’Ilva di Taranto, rientra nella logica del ricatto
occupazionale e degli attacchi agli elementari diritti dei lavoratori, tra i
quali quello allo sciopero, atteggiamento che ormai contraddistingue da anni
questi “signorotti dell’acciaio”.
Milano
Si prepara una nuova
ristrutturazione in Telecom Italia. Quest’ultima prevede il taglio di circa
cinque mila dipendenti che l’amministratore delegato dell’azienda di
telecomunicazioni, Franco Bernabè, ha già annunciato nel suo nuovo piano
industriale. Si tratta di un ennesimo ridimensionamento dell’azienda, dal punto
di vista della forza lavoro, che vedrà, secondo le intenzioni dello stesso
Bernabè, una riduzione dei “costi”(chiamasi riduzione del personale e diritti
dei lavoratori) di ben il 40% entro il 2010. A quanto pare, il taglio dell’organico
ammonterebbe, entro due anni, a circa ventimila lavoratori. E’ già annunciato,
per gli inizi di luglio, uno sciopero di otto ore, proclamato dai sindacati
confederali, con manifestazione a Roma.
Bruxelles (Belgio)
In ossequio alle esigenze del
capitalismo europeo, i ministri degli affari sociali dell’Unione europea, hanno
trovato un accordo per una nuova direttiva su orario di lavoro ed agenzie di
lavoro interinale.
La settimana di lavoro “standard”
diventa di quarantotto ore, con possibilità di estenderla fino a
sessanta-sessantocinque ore. Il ministro italiano al Welfare, Maurizio Sacconi,
ha naturalmente salutato con “favore” l’accordo raggiunto. In definitiva, con
questa direttiva, mentre ai lavoratori interinali si concede qualche briciola,
ossia qualche diritto in più, si cala la mannaia dell’allungamento della
settimana lavorativa, che in Italia andrebbe di pari passo con l’eliminazione
del contratto nazionale.
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