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Per l'indipendenza di classe PDF Stampa E-mail
lunedì 02 febbraio 2009

Per l'indipendenza di classe

Una costituente per un partito rivoluzionario

 

 

Francesco Ricci

 

La crisi che ha devastato la sinistra italiana sta producendo un moltiplicarsi di "che fare?" e una gran copia di risposte.

Con un'unica eccezione, tutte le cure proposte per rianimare la sinistra morente sono a base di governismo.

 

Le costituenti governiste...

 

E' paradossale: il malato è in coma per gli effetti del governismo ma i medici che gli si affannano attorno non trovano di meglio che prescrivere altre dosi della medesima sostanza.

Lo fa la "costituente della sinistra" di Vendola e Bertinotti che per questo incontra la simpatia sia di una parte del Pd (D'Alema) intenzionata a riproporre un centrosinistra per riguadagnare il governo; sia della stampa borghese ("Salvate il soldato Fausto" scriveva Merlo su Repubblica) preoccupata della scomparsa di un argine a sinistra che ponga al riparo le politiche padronali da una ripresa delle lotte operaie.

Prescrive una cura di "governismo" la "ricostituente" di Ferrero e Grassi, che non trae alcun bilancio strategico della disfatta. Tanto che Grassi (v. sito di Essere Comunisti) ripete che la vera causa del disastro sarebbe stata "non avere due ministeri importanti" nel governo Prodi ("allora sì che le cose sarebbero andate diversamente").

Cambia il medico ma non cambia la cura spostandosi dalle parti della "costituente dei comunisti" di Diliberto e Rizzo. Non solo non si prospetta l'uscita dalle decine di giunte in cui questa sinistra governa con i partiti confindustriali del Pd; ma si mantiene il medesimo progetto anche per il piano nazionale.

E così continuando nella disamina delle cure si incontrerebbero medicinali con altri nomi ma unico rimarrebbe il principio attivo: governare con la borghesia "progressista".

Nulla di strano: è dalla metà degli anni Trenta che questo è il baricentro delle principali organizzazioni della sinistra. Il movimento rivoluzionario ai tempi di Marx aveva tratto dalla esperienza operaia della Comune la lezione della indipendenza di classe dei lavoratori dalla borghesia e dai suoi governi come presupposto di un governo altro, degli operai per gli operai, che poteva nascere solo da una rottura rivoluzionaria. Ma già dalla fine dell'Ottocento, in parallelo con la crescita di apparati burocratici, si era diffuso il morbo governista che aveva avuto il suo tragico esito con il sostegno nel 1914 alla borghesia e ai suoi governi di guerra. Ripartì dalla rottura con il riformismo il movimento comunista di Lenin e Trotsky che aveva fondato sul rifiuto della collaborazione di governo con la classe avversaria il presupposto dell'Ottobre '17. Ma lo stalinismo rimise in giro la malattia, con gli esiti a tutti noti. I dirigenti della disfatta non inventano nulla di nuovo, insomma. Stringono ancora al collo dei lavoratori quel macigno che li costringe in eterno a rotolare giù dalla china, vanificando ogni lotta, ogni parziale vittoria.

 

...e la costituente rivoluzionaria

 

C'è però una eccezione che si fa avanti nel dibattito sulle sorti della sinistra. Ad avanzare la proposta semplicissima ma unica e dirompente sono un gruppo di lavoratori (tra loro dirigenti dello sciopero prolungato degli autoferrotranvieri che nel 2003 fece scuola), sostenitori fino al 13 aprile di posizioni anche molto lontane (tra loro qualcuno riteneva si dovesse ritentare l'esperienza di governo già fallita per un secolo e mezzo).

Questi compagni hanno iniziato nelle scorse settimane a far circolare, senza clamori, un testo intitolato Mai più al governo con i padroni, appello per una costituente dei comunisti rivoluzionari (www.costituenterivoluzionaria.org). L'Appello è girato con il passaparola, ha raccolto adesioni nelle recenti assemblee nazionali del sindacalismo di sinistra (Rete 28 Aprile e assemblea nazionale del sindacalismo di base).

L'Appello dice: non è possibile ridurre il richiamo al comunismo a un simbolo per poi riproporre la solita minestra riformista, cioè il sostegno (interno o esterno, critico o supino) ai governi nazionali o locali della borghesia, sostegno che anche questa volta si è tradotto nella subordinazione degli interessi dei lavoratori a quelli dei padroni. Facciamo tesoro dell'ennesima sconfitta arrivata il 14 aprile. Il punto di partenza deve essere quello di rovesciare il luogo comune sullo "sporcarsi le mani" e sulla politica come "arte del cambiamento" nel quadro dato, e ritrovare l'indipendenza di classe dalla borghesia e dai suoi governi. Ci vuole una costituente dei comunisti, dice l'Appello, che del comunismo recuperi il progetto fondamentale di costruire nelle lotte di opposizione i rapporti di forza necessari per un rovesciamento di massa del dominio borghese per imporre un dominio operaio.

Vogliono raccogliere adesioni a questa idea semplicissima e potentissima, organizzare dibattiti da intrecciare con l'opposizione nelle piazze al governo Berlusconi che da Prodi ha raccolto il testimone per proseguire le politiche contro gli operai, contro gli immigrati.

Come Alternativa Comunista abbiamo discusso l'Appello e abbiamo deciso di sostenerlo come partito e di partecipare a questo progetto, mettendo a disposizione il piccolo ma importante patrimonio di militanti e di esperienza internazionalista che abbiamo accumulato in questo nostro primo anno e mezzo di vita (siamo sezione della Lega Internazionale dei Lavoratori che sta svolgendo in queste settimane il proprio IX congresso mondiale che vede l'adesione di nuovi partiti che in tante parti del mondo si costruiscono proprio sulla indipendenza di classe)

Auspichiamo che oltre a singoli compagni anche altre organizzazioni siano disponibili a rimettersi in discussione e a ragionare su come costruire qualcosa di nuovo a partire dalla più comunista delle lezioni: Mai più al governo con i padroni!

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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