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venerdì 24 febbraio 2006

Uno strumento essenziale per salvaguardare il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni

 

di Antonino Marceca

 

Il 16 febbraio è stata presentata una "proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di una nuova Scala Mobile" da parte di diverse sigle della sinistra sindacale: CIB-Unicobas (Confederazione Italiana di Base Unicobas); CNL (Confederazione Nazionale Lavoratori); Confederazione COBAS; CUB (Confederazione Unitaria di Base); SINCOBAS (Sindacato Intercategoriale dei Comitati di Base); SULT (Sindacato Unitario Lavoratori Trasporti); Rete 28 Aprile in CGIL.

L'iniziativa entra nel merito della "questione salariale", approfonditasi con gli accordi del 1992/1993 che andavano a  sostituire in peggio l'indicizzazione automatica delle retribuzioni dei lavoratori all'inflazione rilevata dall'ISTAT, la Scala Mobile. Iniziava allora la truffa del modello basato sull'inflazione programmata, stabilita dal governo, a cui fare riferimento ad ogni rinnovo del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro).

L'inflazione programmata, sempre inferiore a quella effettiva (nel 2003 addirittura della metà), è stata utilizzata nella contrattazione centrale come leva per abbassare i salari reali, la contrattazione di secondo livello e la diffusione delle pratiche di partecipazione ai risultati aziendali non hanno compensato il declino delle retribuzioni. Ad abbassare ulteriormente i salari reali sono intervenuti le politiche di flessibilizzazione/precarizzazione del lavoro salariato Pacchetto Treu e Legge 30- che contribuivano a destrutturate la contrattazione collettiva e hanno funzionato come una delle modalità aggiuntive di decurtazione del salario.

L'attacco al salario in tutte le sue forme (diretto, indiretto e differito), ai diritti e alle tutele non è solo una questione che interessa il proletariato del nostro paese ma si inserisce nella più generale risposta del Capitale alla crisi del suo sistema.  Infatti, per rimanere in Europa,  negli ultimi anni i salari reali nell'area dell'euro sono rimasti al palo. In Italia la fase di tendenziale riduzione della quota dei salari inizia intorno al 1980, ma negli anni novanta dopo l'abolizione della Scala Mobile- è proseguita accelerando il passo fino ad oggi.

Il segno generale di queste norme ed accordi concertativi è stato, nel corso di questo quindicennio, la sostanziale riduzione dei salari e lo spostamento della distribuzione del reddito verso i profitti. Né conseguiva un crescente peggioramento delle condizioni di vita dei pensionati e dei lavoratori.

Il risultato (16% di voti contrari, circa 76 mila lavoratori) del referendum  dei metalmeccanici sull'accordo di rinnovo della parte economica del CCNL firmato da Fiom, Fim, Uilm e Federmeccanica, è significativo.

La forte affermazione del NO in grandi aziende metalmeccaniche (dal gruppo Fiat alla Fincantieri) dovrebbe porre all'attenzione del sindacato tutta la drammaticità della questione salariale e normativa, ma la burocrazia riformista della Cgil guarda da un'altra parte.

Il segretario Franco Chiriaco del sindacato dell'agroindustria Flai Cgil- nel corso del suo intervento il 13 febbraio al congresso nazionale di categoria ha auspicato il superamento del patto del luglio 1993 sostituendo "l'inflazione programmata"  (dal solo governo) con "l'inflazione attesa negoziata" decisa da tutte le parti sedute al tavolo.

Epifani, segretario generale della Cgil, intervenendo il 16 febbraio al congresso nazionale della Funzione Pubblica Cgil ha proposto a Cisl e Uil una "Carta dei valori del sindacalismo confederale" ed assieme al segretario della Funzione Pubblica una più avanzata unità sindacale nella prospettiva di costruire con il prossimo probabile governo Prodi un nuovo patto unitario per il lavoro.

Se queste sono le prospettive la costruzione di un fronte unitario di opposizione di classe rispetto al nuovo governo che coinvolga i settori più combattivi del sindacalismo di base e della sinistra sindacale in Cgil è necessario oltre che auspicabile.

La difesa del salario dei lavoratori e dei pensionati mediante la rivendicazione della Scala Mobile può essere un primo importante terreno di collaborazione e confronto.

Una rivendicazione -la Scala Mobile che deve essere inserita, per essere credibile, nelle piattaforme sindacali e nei movimenti di lotta di tutte le categorie del lavoro salariato: la conquista della Scala Mobile potrà essere soltanto il sottoprodotto di una forte ed estesa mobilitazione dei lavoratori contro il padronato e il governo, qualunque esso sia in regime capitalistico.

Su queste basi Progetto Comunista Rifondare L'Opposizione dei Lavoratori (PC-Rol) sostiene la raccolta delle firme e l'iniziativa di massa per mettere in campo la questione salariale.

Ecco perché rivolgendoci a tutte le forze del movimento operaio che sostengono la raccolta delle firme e la proposta per via parlamentare della  Scala Mobile (Prc, Pdci, sinistra DS) ribadiamo: solo se rompete con i liberali dell'Unione e salvaguardate assieme a noi, in un fronte unico, l'opposizione di classe nel nostro paese possiamo realmente difendere gli interessi immediati e futuri della nostra classe di riferimento.

 
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