|
NO
AI LICENZIAMENTI
SOLO
CON LA LOTTA SI
DIFENDE IL POSTO DI LAVORO
Seguiamo l'esempio dei
lavoratori dell'Iris di Sassuolo e dell'Emilceramica di Solignano
780
lavoratori rischiano il posto di lavoro all'Iris ceramiche di Sassuolo, più di
160 alla Maserati di Modena, altrettanti esuberi sono previsti alla Gambro di
Mirandola, la
Emilceramica di Solignano conferma 116 licenziamenti, mentre la Bosch ricorre alla cassa
integrazione e la Fiat
annuncia licenziamenti. Nell'edilizia in pochi mesi si sono già persi più migliaia
di posti di lavoro nella sola provincia modese.
E sono solo pochi esempi tra i tanti! Tutto questo avviene
mentre in tutta Italia sono ormai
milioni i lavoratori che stanno perdendo il posto di lavoro, molti -
precari, donne e immigrati per primi - senza nemmeno il diritto agli
ammortizzatori sociali (e, nel caso dei lavoratori immigrati, con la
conseguente perdita del permesso di soggiorno).
Perché le fabbriche e le aziende chiudono? perché i padroni, di fronte alla crisi del
sistema economico, vogliono preservare i
loro profitti miliardari scaricando tutti i costi sui lavoratori! Dopo
essersi arricchiti sulle spalle degli operai imponendo turni pesanti, salari
miseri (soprattutto di fronte al caro vita), contratti precari, oggi non si fanno
problemi a lasciarci a casa! Preferiscono chiudere le aziende piuttosto di
mettere a rischio le ricchezze che si sono costruiti grazie al nostro lavoro! E
ai lavoratori lasciano solo miseria e disoccupazione.
E il governo
Berlusconi che fa?
Taglia i servizi sociali, come la sanità, e smantella le scuole dei nostri
figli (a San Martino un intero istituto rischia la chiusura). Contemporaneamente,
sperpera miliardi per aumentare le spese militari (che servono solo ai profitti
dell'Eni e dei grandi capitalisti italiani) e regala altri soldi a padroni e banchieri (come se non ne avessero già
abbastanza) togliendoli ai servizi pubblici!
Bisogna respingere fin da subito questo attacco ai
lavoratori: quando saremo tutti disoccupati non avremo più la forza per farci
sentire. Occorre scendere in campo,
seguire l'esempio dei lavoratori dell'Iris di Sassuolo che, qualche
settimana fa, di fronte alla prospettiva del licenziamento di massa, hanno
proclamato lo sciopero ad oltranza e picchetti in tutti gli stabilimenti del
gruppo del presidente Minozzi, villa privata di gran lusso compresa. Grazie
alla lotta, sono riusciti a riprendere il lavoro in fabbrica. Lo stesso stanno facendo oggi i lavoratori
dell'Emilceramica di Solignano (116 licenziamenti), che stanno organizzando
presidi permanenti davanti allo stabilimento con blocco delle merci in uscita
ed entrata. Ma non basta: i padroni vanno avanti e, anche all'Iris, restano
in campo centinaia di esuberi.
C'è una sola strada
possibile per salvare il posto di lavoro: che lo Stato espropri le aziende che
chiudono e licenzino!
La gestione passi
ai lavoratori!
Il Partito di
Alternativa Comunista - sezione di Modena esprime piena solidarietà ai
lavoratori delle fabbriche e delle aziende che licenziano e appoggia gli scioperi
e le lotte dei lavoratori. Solo uniti si vince! Costruiamo, anche nella nostra
provincia, un coordinamento degli operai di tutte le fabbriche che chiudono e
licenziano per organizzare la lotta e difendere il posto di lavoro!
Se vuoi contribuire a costruire un
coordinamento di operai nel modenese che unisca le lotte dei lavoratori dei
distretti industriali di tutta la provincia contattaci a questi recapiti:
3394836737 o
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
|