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Grazie a una coedizione
Massari Editore e Progetto comunista
TROTSKY TORNA IN
LIBRERIA
Il programma della
rivoluzione socialista: la prima vera edizione in italiano
del Programma di transizione di Trotsky, testo fondativo della Quarta
Internazionale, disponibile in una nuova traduzione curata da Fabiana Stefanoni,
con una introduzione di Francesco Ricci
Dopo decenni, Trotsky torna in
libreria.
Citato, a sproposito, un po' da tutti
- da Epifani, per liquidare le critiche a sinistra, ad Adriano Sofri, per
gettare fango su una stagione di lotte - erano anni che non si trovavano le sue
opere in libreria (a parte la discutibile raccolta antologica col titolo
"Opere" edita da SR, l'ultima pubblicazione, gli Scritti sull'Italia,
curata da Antonella Marazzi, risale al 1979, ristampata negli anni successivi
sempre da Massari). I testi del grande rivoluzionario, dotato anche di
grandissime doti di scrittore, da decenni si trovavano, a fatica, solo in
biblioteca o in qualche libreria antiquaria: prima dimenticate e censurate dallo
stalinismo in Italia, poi distorte dal centrismo negli anni Sessanta e Settanta,
le sue opere hanno subito la stessa sorte della rivoluzione bolscevica, tradite
dall'azione congiunta di interessi capitalistici, burocrazie
controrivoluzionarie, oscillazioni opportuniste. Questa pubblicazione del
Programma di transizione - testo fondativo nel 1938 della Quarta
Internazionale - non è solo un importante evento editoriale. Ne parliamo con
Fabiana Stefanoni, dirigente del Pdac, autrice della traduzione e curatrice,
insieme a Francesco Ricci (autore dell'introduzione), dell'ampio apparato
critico.
Qual è secondo te
l'importanza di questa pubblicazione?
Anzitutto sta nel testo
stesso. E' il testo fondativo della Quarta Internazionale del 1938, cioè il
testo di quella che Trotsky - che pure aveva diretto la rivoluzione d'Ottobre,
costruito con Lenin e gli altri dirigenti bolscevichi il primo governo operaio
vittorioso della storia, creato dal nulla un esercito proletario in grado di
sconfiggere le armate dell'imperialismo mondiale - definiva la battaglia più
importante della sua vita. E' un testo di straordinaria attualità, nel
quale vengono individuati, nell'analisi, gli elementi costitutivi di un'epoca di
transizione che, come la nostra, oscilla tra la catastrofe e la rivoluzione.
Basta leggere i capitoli relativi alla crisi e alla risposta operaia alla stessa
per coglierne l'incredibile corrispondenza coi nostri giorni. Soprattutto, in
questo scritto si delineano il programma e l'azione del partito mondiale della
rivoluzione, che consiste, essenzialmente, nell'"aiutare l'avanguardia
proletaria a cogliere il carattere e il ritmo generali della nostra epoca e ad
alimentare tempestivamente la lotta delle masse" ai fini della rivoluzione
socialista mondiale. Fatti salvi i necessari aggiornamenti nell'analisi e nella
propaganda, le parole d'ordine del Programma di transizione possono
essere riprese oggi senza grosse modifiche: conservano un'attualità
impressionante che ha stupito anche me nel corso della traduzione.
Ma certo conoscevi già
il Programma di transizione...
Diciamo che ne conoscevo una
traduzione per nulla fedele al testo originale...
...la traduzione ad
opera di Moscato pubblicata nel 1972 da Bandiera Rossa (poi ristampata da Nuove
Edizioni Internazionali). Nella nota iniziale non tratti bene
quell'edizione...
Possiamo dire che la nostra è di fatto la prima
traduzione italiana del Programma di transizione. La traduzione di
Moscato - che è stata per decenni l'unica versione conosciuta del
Programma e su cui, ahinoi, si sono formate generazioni di militanti
che si richiamavano al trotskismo - è piena zeppa di errori, imprecisioni e
anche distorsioni gravi. Come avrete modo di leggere nella mia nota iniziale,
intere frasi risultano monche o addirittura reinventate. C'è sicuramente una
buona dose di colpevole pressapochismo - come si nota anche nella pesantezza
dello stile, che tradisce la penna brillante di Trotsky - come nei casi dei
"revisionisti piccolo-borghesi" che diventano "rivoluzionari piccolo-borghesi",
dei "dirigenti dell'Opposizione di destra" che si trasformano in "capi della
repressione di destra" e in decine di altri esempi di questo tipo. Ma c'è,
probabilmente, alla base delle storture più gravi anche una deliberata volontà
di trasformare Trotsky in qualcosa di diverso da quello che era. L'edizione del
1972 era l'edizione della sezione italiana del Segretariato Unificato della
Quarta Internazionale di Maitan e Mandel, che della Quarta Internazionale delle
origini conservava solo il nome. Di fatto, si trattava di un'organizzazione
centrista che oscillava tra riformismo e marxismo, nulla di più lontano dal
programma rivoluzionario dei trotskisti: non è un caso che oggi gli eredi di
quell'organizzazione, Turigliatto, D'Angeli e Cannavò, cioè Sinistra Critica,
considerino il trotskismo solo un vezzo di gioventù o, al massimo, una "corrente
di pensiero" tra le tante degne di simpatia.
La traduzione di Moscato
risente di quelle "oscillazioni": ci si dimentica, guarda caso, qua e là, della
dittatura del proletariato, si stravolgono le parole d'ordine più avanzate
sostituendole con surrogati riformisti (come nel caso della piattaforma di
rivendicazioni transitorie per i Paesi coloniali), e via di seguito. Ma potrete
constatarlo voi stessi, leggendo il testo e la mia nota
iniziale.
Nella nota dici che è
una traduzione unica anche per altri motivi...
Sì. Diversamente da
quella di Moscato, che è dal francese, questa è una traduzione dall'inglese
(anche se ho confrontato il testo inglese con le traduzioni francese e
spagnola). Non è una quisquilia. Il Programma di transizione è stato
discusso ed emendato in sede congressuale nella versione inglese. La gran parte
delle traduzioni nelle altre lingue, tra cui quella francese, sono state fatte
sul testo originale russo, prive quindi delle modifiche apportate nel corso del
dibattito congressuale, e non sono mai state aggiornate. La traduzione di
Moscato dal francese risulta quindi carente anche da questo punto di vista.
La pubblicazione non
contiene solo il Programma del 1938.
No, infatti. In appendice io e
Francesco Ricci abbiamo selezionato anche alcuni testi inediti o che
pubblichiamo in una nuova traduzione (per cui valgono le considerazioni fatte
sopra): A novant'anni dal Manifesto comunista, del 1937; due testi che
trascrivono alcune conversazioni che Trotsky ebbe con dirigenti della sezione
trotskista statunitense, l'Swp (utilissime per capire come intervenire nelle
lotte operaie); infine, uno degli ultimi lavori di Trotsky prima del suo
assassinio, Classe, partito e direzione.
Alla traduzione di questi testi
ha collaborato anche la compagna Claudia Parma, la cui consulenza è stata per me
preziosissima anche nella traduzione del Programma di transizione. Ma,
aggiungo, che questa edizione del Programma di transizione è importante
anche per l'ampia introduzione di Francesco Ricci, uno strumento utile,
anzitutto per capire il contesto nel quale fu elaborato questo programma: la
lotta di Trotsky e delle avanguardie rivoluzionarie contro lo stalinismo, i
Processi di Mosca, il fallimento della rivoluzione in Europa. Nell'introduzione
Ricci dimostra come Trotsky e il movimento trotskista (e prima ancora
l'Opposizione di Sinistra, bolscevica) costituissero una forza reale. Quella di
Stalin non era una "ossessione" infondata ma un giustificato timore della
burocrazia che vedeva in Trotsky e nelle migliaia di quadri bolscevichi che
animeranno la lotta in difesa dell'Ottobre, dalla seconda metà degli anni Venti
in poi, il principale avversario dei privilegi di una casta burocratica nata
nell'isolamento della rivoluzione (provocato dal precedente tradimento, negli
anni Dieci e Venti, della socialdemocrazia che si era schiera a difesa dei
governi borghesi) e che solo nel perdurare di questo isolamento poteva
riprodursi.
L'introduzione si
sofferma quindi sul mancato sviluppo della Quarta
Internazionale.
Infatti. Partendo dal luogo comune (del tutto
infondato) delle presunte "previsioni sbagliate" di Trotsky, Ricci sottolinea i
veri motivi del mancato sviluppo dei trotskisti nel secondo dopoguerra, dunque
del mancato sviluppo numerico dell'unica continuazione del bolscevismo dopo la
morte di Lenin. Due i motivi principali: prima i colpi incrociati di stalinismo
e fascismo; poi, dopo il '45, il combinarsi della repressione stalinista (che
continuerà ben oltre la morte di Stalin nel 1953) e di quella borghese. Ma si fa
cenno anche alla degenerazione che si produsse nella stessa Quarta
Internazionale, in cui, anche a causa dell'isolamento sopra descritto, si
svilupparono tendenze revisioniste che cercavano un adattamento, in varie forme,
alla socialdemocrazia.
Come pensate di
utilizzare questo testo?
Stiamo organizzando una campagna nazionale
di presentazione del libro. Ma lo porteremo con noi anche davanti alle
fabbriche, alle assemblee operaie, in occasione degli scioperi, in ogni
occasione di lotta e mobilitazione. Come ho detto, per noi non è solo un libro,
è molto di più. E' il programma con cui i lavoratori possono respingere la
barbarie di guerre, disoccupazione, miseria in cui il capitalismo sta
trascinando l'umanità. E' il programma della rivoluzione socialista. E, quindi,
è il programma fondamentale del nostro Partito e della nostra internazionale, la
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale.
Come acquistare o presentare il libro
Il libro sarà disponibile nelle principali librerie da
marzo mentre è già disponibile presso le Sezioni del Pdac
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