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Affinché l’onda li
trascini via…/2
Cronache dal movimento di lotta
studentesco
(a cura di Michele Scarlino della
redazione web)
Proseguiamo
il nostro giro di colloqui con giovani compagni impegnati nelle mobilitazioni
studentesche.
Cronache da Belluno
Trascinati
dall'onda che sta imperversando in tutta Italia gli studenti hanno alzato la
testa anche in una provincia periferica e territorialmente dispersiva come
Belluno.
La manifestazione organizzata in occasione dello
sciopero del 30 ottobre ha avuto una partecipazione eccezionale rispetto agli
standard degli ultimi anni, anche grazie alla mobilitazione di giovani da quasi
tutte le scuole. Cosa ancor più importante, gli studenti hanno mostrato grande
radicalità e coscienza superando gli ostacoli politici posti da una parte dalla
"Rete degli studenti medi" (ex ReDS), i cui toni sono stati tanto
moderati da parer quasi fuori luogo, e dall'altra dai disobbedienti, che hanno
tentato in tutti i modi di spezzare l'unità coi lavoratori durante e dopo il
corteo, attirandosi così, insieme, le critiche degli studenti più attivi e le
ire di alcuni compagni della Cgil. Da allora è partita una
"staffetta" di autogestioni – che qui non si vedevano da almeno
cinque anni! - a cui hanno partecipato, con modalità e tempi diversi, quasi una
decina di istituti uniti sotto lo slogan nazionale "noi non pagheremo la
vostra crisi".
Tutte queste iniziative, soprattutto la
manifestazione dove il nostro intervento come studenti si è fatto più sentire,
hanno contribuito a mostrare come la riforma Gelmini sia organica con il resto
degli interventi del governo diretti ai lavoratori, in primis agli
insegnanti ma non soltanto a loro. Slogan, dunque, anche contro Brunetta,
Tremonti e Berlusconi. Ora, benché l'attenzione dei media sia molto calata e le
autogestioni, qui in provincia, finite, c'è l'intenzione di continuare la
protesta sotto altre forme. Una manifestazione, a componente solo studentesca
questa volta, è in previsione nelle prossime settimane e si parla anche di una
riedizione delle lezioni all'aperto per le scuole superiori. Allora, come in
Francia, "continuons le combat"!
Cronache da Barletta
L’onda
è arrivata anche in provincia. Non solo quindi i grossi centri sono stati
scossi dalla vigorosa reazione studentesca ai tagli indiscriminati alla scuola
pubblica, anche i piccoli o piccolissimi centri sono stati teatro di un
risveglio della lotta studentesca.
Oltre
a diversi cortei autorganizzati dagli studenti medi, ci sono state diverse
riunioni studentesche spontanee alle porte degli istituti, dove si poneva il
problema del coordinamento e della organizzazione tra i vari istituti
cittadini. Infatti lo scotto pagato a causa della disorganizzazione (dovuta ad
anni di scarsa mobilità studentesca, divenuto praticamente immobilismo durante
il “governo amico” di Prodi) è stato quello di fare iniziative spesso slegate
da un istituto all’altro.
Adesso,
dopo le grandi prove di forza date dagli studenti, si sta assistendo ad un
rifluire delle contestazioni. Noi non ci fermiamo: da gennaio inizieranno una
serie di mobilitazioni per continuare a dire no alla controriforma della scuola
pubblica e no a questo governo che vuole privatizzare un diritto!
L’anno
2009 sarà l’anno della crisi. La mannaia dei tagli e dei licenziamenti pesa
sulle spalle di milioni di lavoratori italiani ed europei (la Grecia è sotto gli occhi di
tutti). Si aprirà una stagione di lotte dei lavoratori per difendere i propri
diritti. La grossa sfida del movimento studentesco sarà quella di riuscire a
connettersi con le lotte dei lavoratori per gridare tutti insieme, uniti e
sicuramente più forti: Noi la crisi non la paghiamo!
Cronache da Venezia
Dalla
nascita del movimento studentesco nazionale
per fermare l’avanzata della riforma Gelmini e con essa la distruzione
della scuola pubblica le mobilitazioni nel territorio veneziano non sono state
poche: dalle assemblee generali per coordinare e discutere gli appuntamenti
degli studenti alle lezioni tenute al di fuori degli atenei (come piazza S.
Marco o palazzo Grassi), dalla notte bianca a Cà Foscari alla manifestazione
cittadina del 30 ottobre, con il blocco del ponte della libertà assieme agli
studenti medi e agli insegnanti, dalla adesione alla manifestazione nazionale
del 14 novembre a Roma alla creazione di un corteo purtroppo a sé stante con
partenza dalla stazione di Mestre per lo sciopero generale del 12 dicembre.
Rispetto
ad alcune altre realtà estese sul territorio nazionale la situazione veneziana
si presenta più arretrata. Nonostante le numerose iniziative svolte quello che
si muove giornalmente è un movimento ancora adesso debole. Gli studenti che si
sono mobilitati ci sono ma solo pochi hanno una reale conoscenza delle azioni
svolte e della costruzione di un’opposizione di massa. "L'apartiticità"
è usata strumentalmente da qualcuno (che cerca di controllare il movimento) per
isolare l’attacco della scuola dal resto del contesto sociale e dalle
prospettive future.
Diventa
sempre più urgente il coordinamento tra studenti e lavoratori, specie a fronte
anche degli ultimi attacchi del governo sferrati ai lavoratori e dell’azione
padronale che per l’attuale crisi economica non rinnova più prima i contratti a
tempo determinato e mette in discussione poi anche quelli a tempo
indeterminato. Da qui si evidenzia la necessità di coordinare le lotte a
livello nazionale ed internazionale e tra gli studenti ed i lavoratori.
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