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Politica italiana


Perchč Progetto Comunista č favorevole all'esclusione di Ferrando dalle liste PDF Stampa E-mail
mercoledě 15 febbraio 2006

Per una vera opposizione di classe

Risultano sempre più grottesche le dichiarazioni di Ferrando che pretende di avviare una battaglia in tutto il Partito per salvare la sua candidatura al Senato. La larga maggioranza della sua area ha rotto con lui: 10 membri su 17 tra i rappresentanti della sinistra del Prc nel parlamentino di Rifondazione (il Comitato politico nazionale) hanno costituito, insieme alla larga maggioranza dei militanti della mozione congressuale, una nuova area nel Partito: Progetto Comunista - Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori (PC ROL). La nostra battaglia è per salvare l'opposizione di classe al prossimo governo Prodi: è questa la vera posta in gioco, non la candidatura di Ferrando che invece si era impegnato se eletto a votare la fiducia a Prodi. Nella consultazione dei membri del Cpn avviata dalla Segreteria ribadiremo la nostra contrarietà alla candidatura.

Francesco Ricci (Esecutivo Nazionale Prc; portavoce di Progetto Comunista - Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori)

 
Il vero "caso Ferrando": voterŕ o no la fiducia a Prodi? PDF Stampa E-mail
martedě 14 febbraio 2006
di Francesco Ricci
 
In seguito a un articolo "scandalistico" di Libero che aveva fortemente irritato Bertinotti,  Marco Ferrando (candidato senatore) aveva promesso sabato scorso di mantenere un "basso profilo" in campagna elettorale a un Bertinotti imbarazzato dalle sue dichiarazioni -del tutto condivisibili- sullo Stato sionista di Israele.
Sul Corriere della Sera di sabato 11 febbraio Ferrando cercava quindi di correre ai ripari, di fronte alla minaccia di Bertinotti di ridiscutere la candidatura. Per questo in una rettifica -imposta da Bertinotti- si arrampicava sugli specchi, precisando che si trattava di "frasi estrapolate" da "un libro vecchio di tre anni"; che non aveva "mai parlato" del tema della Palestina essendosi "concentrato sulla politica interna" (sic) e assicurava che i rapporti con Bertinotti rimanevano "sereni e rispettosi".
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Nessun sostegno, politico o elettorale, al governo dell'Unione (e dei banchieri) PDF Stampa E-mail
giovedě 09 febbraio 2006

 RIFONDIAMO L'OPPOSIZIONE DI CLASSE

di Francesco Ricci

Ministri e maggiordomi

Mister Algernon, una dei più buffi personaggi di Oscar Wilde (1), dopo aver strimpellato al pianoforte chiama il maggiordomo che sta nella stanza accanto e gli chiede: "Hai sentito quello che suonavo, Lane?". E il cameriere: "Non mi è parso corretto ascoltare, Sir."

Questo scambio di battute di una pièce teatrale ci è tornato in mente sentendo Walter De Cesaris al Comitato Politico di Rifondazione assicurarci che il programma di governo dell'Unione (De Cesaris coordinava la rappresentanza del Prc ai "tavoli programmatici") è in definitiva apprezzabile. Anche De Cesaris (e Bertinotti) come il maggiordomo di Wilde finge, per educazione, di non ascoltare la musica che sta suonando nella stanza a fianco Romano Prodi al pianoforte. Per mesi ci hanno assicurato che il confronto a questi fantasmagorici "tavoli programmatici" stava procedendo bene. Ancora all'ultimo Cpn (novembre) Bertinotti faceva misteriose allusioni a "punti di qualità" strappati dall'astuzia dei mediatori del Prc, pregandoci di capire che su alcune questioni era meglio non esibire troppo i risultati, per non guastare una trattativa ancora in corso. Poi è successo che l'inchiostro di quel benedetto programma è stato infine rovesciato sulle 274 pagine di una bozza, e tutti abbiamo potuto leggere, e tutti abbiamo potuto ascoltare la musica che si suonava nel salotto dei padroni.

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Noi non ci facciamo cooptare da Bertinotti PDF Stampa E-mail
sabato 04 febbraio 2006
da "Liberazione" del 4/2/2006 (resoconto Cpn del Prc del 21/01/2006)
La battaglia di Progetto Comunista continua:
per salvaguardare l'opposizione di classe, per rilanciare la rifondazione
 
Sintesi dell'intervento di Antonino Marceca
 
In un quadro di crisi internazionale, con l'evidente accelerazione della crisi economico-finanziaria anche nel nostro paese, l'attacco al costo del lavoro è la strada privilegiata dal padronato: la crisi viene scaricata sui lavoratori, nei termini di riduzione dei salari, precarizzazione dei rapporti di lavoro, licenziamenti.
In questo quadro, la lotta dei metalmeccanici - 13 mesi di scioperi, manifestazioni, fino ai blocchi stradali e forroviari degli ultimi giorni - ha dimostrato che esiste la disponibilità, da parte dei lavoratori, a non retrocedere di fronte agli attacchi padronali.
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Chi siamo e cosa vogliamo (gennaio 2006) PDF Stampa E-mail
sabato 28 gennaio 2006

ASSOCIAZIONE PROGETTO COMUNISTA:

I MOTIVI DELLA DIVISIONE IN DUE FRAZIONI, LA NASCITA E LA PROSPETTIVA DI

PROGETTO COMUNISTA RIFONDARE L'OPPOSIZIONE DEI LAVORATORI

 

Molti compagni ci chiedono maggiori informazioni sulla divisione che si è prodotta nell'Associazione Progetto Comunista. Non è semplice riassumere un dibattito che all'interno dell'Associazione dura da quasi due anni. Proviamo allora a indicare gli assi principali di una divisione che ha visto l'Associazione (circa 400 iscritti sui 3300 votanti dell'area) rotta più o meno in due, ma con la larga maggioranza del Direttivo nazionale (12 membri su 19) insieme a Ricci in opposizione a Ferrando e Grisolia (il Direttivo era l'organismo di direzione politica dell'Associazione, che ha organizzato la battaglia di Progetto Comunista negli ultimi tre anni, anche al VI Congresso del Prc).

Il dibattito è nato su singole vicende, su cui è impossibile tornare qui in poche righe, tutte comunque ruotanti attorno a un tema: quale prospettiva organizzata per i marxisti rivoluzionari? Un'Associazione dai contorni indefiniti, sia in termini politici che organizzativi, o un'organizzazione leninista d'avanguardia, su basi militanti e politicamente nette?

Ferrando e Grisolia, pur continuando a parole a riferirsi ai concetti politico-organizzativi del leninismo, hanno nel tempo iniziato ad assecondare elementi politicamente ambigui e lontani dal marxismo rivoluzionario. Questo si è tradotto nel tentativo contrastato dalla maggioranza dei dirigenti dell'Amr- di trasformare Progetto Comunista in un'organizzazione lassa, in cui veniva di fatto a scomparire ogni distinzione tra militanti e simpatizzanti, tra posizioni politiche coerenti e opportunismi di vario tipo (dalla mancata opposizione alle giunte di centrosinistra o l'ingresso in esse, è il caso di Matteo Malerba, ex dirigente di primo piano dell'Amr, a Vibo Valentia; fino ad accettare alleanze: con An e i radicali, come è il caso di presunti simpatizzanti ferrandiani di Avellino).

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