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giovedì 23 marzo 2006
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di Francesco Fioravanti Quella di sabato 18 marzo può sicuramente considerarsi una giornata storica per ciò che riguarda le vicende politiche italiane degli ultimi decenni: mai un presidente del consiglio era sembrato così distante dagli umori dei vertici confindustriali, mai si era vista divampare in questo modo una polemica che fotografa perfettamente lo stato dei rapporti fra la coalizione di centro-destra, che aspira a riconfermarsi alla guida del paese, e la grande borghesia italiana, bisognosa, al contrario, di un nuovo referente politico in grado di risollevare le sorti di un capitalismo italiano che sempre più difficoltà incontra nel fronteggiare la concorrenza di economie meglio attrezzate nella corsa alla conquista di nuovi mercati. Lo scontro fra Della Valle e Berlusconi prodottosi sabato a Vicenza non ha fatto altro che rendere ancora più esplicito ciò che ormai sembra chiaro ai più: la frattura fra i vertici economici del paese e la coalizione di centro-destra è divenuta insanabile, il programma delle classi dominanti non coincide più con quello delle forze politiche che sostengono l'imprenditore di Arcore.
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mercoledì 22 marzo 2006
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boicottato dai liberali dell'Unione di Pia Gigli A tre anni dall'invasione dell'Irak, con la guerra ancora in corso e con la prospettiva di un nuovo attacco preventivo contro l'Iran, il movimento contro la guerra è sceso di nuovo in piazza, ma al di sotto delle sue potenzialità, se si considera che si trattava di una mobilitazione a carattere nazionale che ha riempito le piazze con presenze ben più consistenti negli anni passati. L'oscuramento mediatico della manifestazione dovuto ad un'irrevocabile (?) sciopero dei giornalisti della carta stampata, è solo un aspetto di un più ampio boicottaggio che organizzazioni di massa del centrosinistra, quali Ds e Cgil hanno fatto nei confronti della manifestazione.
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giovedì 02 marzo 2006
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Nessun sostegno, politico o elettorale, al governo dell'Unione (e dei banchieri) RIFONDIAMO L'OPPOSIZIONE DI CLASSE 
Sostieni il nostro appello con il MODULO online | 1) BERLUSCONI VERSO LA SCONFITTA: MA NEL GIOCO DELL'ALTERNANZA Per anni ci siamo battuti all'interno di ogni movimento con l'obiettivo di cacciare Berlusconi e il suo governo. Nelle mobilitazioni di questi ultimi tre straordinari anni (che hanno conosciuto lotte molto avanzate: da Melfi ai ferrotranvieri, dai giovani noglobal alle lotte contro gli inceneritori, contro i Cpt, contro la Tav) c'erano le forze per cacciare Berlusconi "da sinistra", cioè a favore di una prospettiva di alternativa dei lavoratori. Ciò che è mancato, ancora una volta, non sono state le lotte ma una direzione organizzata (cioè un partito dei lavoratori) capace di unificare i tanti episodi di mobilitazione e di svilupparli in direzione di una prospettiva di reale alternativa di classe. Per questo Berlusconi sarà probabilmente sconfitto alle elezioni del 9 aprile ma solo sul piano elettorale e all'interno del gioco dell'alternanza borghese: a un governo liberale con venature reazionarie si sostituirà un governo liberale comunque antioperaio. E' in fondo quanto è già avvenuto dopo la sconfitta del primo governo Berlusconi, a cui appunto ne è successo un secondo, con un intermezzo di alternanza liberale (il primo Prodi) in cui l'offensiva della borghesia contro i lavoratori si fece anche più acuta. |
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lunedì 27 febbraio 2006
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Rimini, 11-12 febbraio  | Prosegue la costruzione del partito rivoluzionario di Valerio Torre Dopo l'abbandono dei lavori della II Conferenza nazionale dell'Amr Progetto Comunista da parte dei delegati del secondo documento congressuale "Il progetto comunista: la rifondazione rivoluzionaria" -abbandono che derivava, come riferivamo in un comunicato del 9 gennaio scorso, dalla denuncia dell'illegittimità del congresso e la proclamazione del suo scioglimento- i sostenitori di quel documento hanno formalizzato pubblicamente la costituzione di una frazione organizzata. |
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martedì 21 febbraio 2006
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L'astensione di Progetto Comunista - Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori dal Collegio Nazionale di Garanzia del Prc Questa mattina si è riunita la Presidenza Nazionale del Collegio di Garanzia di Rifondazione (la "magistratura interna" al partito) per decidere e rispondere dell'espulsione di Ferrando dalle liste elettorali del PRC. La maggioranza bertinottiana ha proposto una mozione con la quale, pur criticando l'esclusione "via-telefono" di Ferrando, ha ratificato la scelta di Bertinotti.
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